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Una gamba di legno, un matrimonio e una fuga: stasera torna in tv il cult di Aldo, Giovanni e Giacomo

Aldo, Giovanni e Giacomo tornano stasera in televisione con il loro film cult con protagonista una macchina, bagagli, tanta pazienza ed un oggetto tanto ingombrante quanto assurdo: una gamba di legno.

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È il 31 luglio del 1997 ed Aldo, Giovanni e Giacomo caricano in macchina i bagagli, la pazienza e un oggetto tanto ingombrante quanto assurdo: una gamba di legno. Destinazione Puglia, dove li attendono famiglie in vacanza, un matrimonio imminente e un suocero insopportabile. Da questa premessa apparentemente semplice nasce Tre uomini e una gamba, il film che ha segnato l'esordio cinematografico del trio comico più amato d'Italia e ha riscritto le regole della commedia nostrana e che torna stasera in tv, in questa giornata di mercoledì 27 maggio 2026, su Italia 1 dalle ore 21:20.

Diretto da Massimo Venier insieme agli stessi Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, il film arriva nelle sale nel 1997 e diventa immediatamente un fenomeno culturale. Il merito non sta solo nella comicità fresca e irriverente dei tre protagonisti, già noti al pubblico televisivo, ma nella capacità di trasformare un road movie in un viaggio esistenziale attraverso le nevrosi, i sogni frustrati e le piccole meschinità della classe media italiana.

La trama è un concentrato di situazioni al limite del grottesco. Aldo e Giovanni sono sposati con due sorelle, figlie del cavalier Eros Cecconi, proprietario del negozio "Il paradiso della brugola" a Milano, dove i tre lavorano subendo le angherie di un suocero-padrone volgare e arricchito. Giacomo, sedicente intellettuale del gruppo, sta per sposare la terza sorella. Il matrimonio si celebrerà a Gallipoli tra due giorni, e il viaggio dovrebbe essere una semplice formalità.

Ma senza troppe sorprese nulla sarà semplice. Insieme ai bagagli, i tre devono trasportare la preziosa gamba di legno, ultima fatica dello scultore americano Gerpez, un'opera d'arte che acquisterà valore solo alla morte dell'artista. Questo oggetto ingombrante e simbolico diventa il MacGuffin hitchcockiano del film, il pretesto narrativo che innesca una serie di vicissitudini sempre più assurde.

Il viaggio si trasforma quindi in un'odissea costellata di incidenti, soste impreviste e incontri illuminanti. Tra questi spicca quello con Chiara, interpretata da Marina Massironi in uno dei suoi ruoli più memorabili. La ragazza rappresenta una possibilità di fuga, una vita alternativa che soprattutto Giacomo intravede come via d'uscita da un'esistenza programmata e mediocre. L'attrazione che nasce è qualcosa di più di un capriccio: è la tentazione di cambiare rotta, letteralmente e metaforicamente.

Il cast del film riunisce alcuni dei volti più riconoscibili della commedia italiana. Accanto al trio protagonista e alla Massironi, troviamo Carlo Croccolo nei panni del temibile suocero Eros Cecconi, una maschera perfetta di arrivismo e cinismo. Compare anche una giovane Luciana Littizzetto, insieme a Eleonora Mazzoni, in ruoli che completano il mosaico familiare dei personaggi.

Tre uomini e una gamba, fonte: Medusa

La sceneggiatura, firmata dal trio insieme a Massimo Venier, Giorgio Gherarducci e Lucio Martignoni, costruisce una comicità stratificata. C'è il grottesco delle situazioni (la partita a pallone con un gruppo di extracomunitari per recuperare la gamba rubata, il ricovero in ospedale di Giacomo), c'è la satira sociale (la descrizione spietata del suocero arricchito e volgare), c'è la riflessione generazionale sui sogni traditi della middle class italiana degli anni Novanta. Il film dura 100 minuti che scorrono con il ritmo giusto, grazie anche al montaggio di Marco Spoletini e alla fotografia di Giovanni Fiore Coltellacci, mentre le musiche di Phil Palmer e Marco Forni accompagnano senza mai sopraffare, lasciando spazio ai dialoghi e ai silenzi carichi di significato.

A distanza di oltre vent'anni dalla sua uscita, il film mantiene una freschezza sorprendente e forse ci riesce perché parla di una condizione umana universale: la paura di scegliere, il compromesso che domina la nostra vita, il desiderio di fuga che raramente viene soddisfatto. E quella gamba di legno, assurda e ingombrante, resta il simbolo perfetto di tutto ciò che portiamo con noi senza sapere bene perché, sperando che prima o poi acquisti valore.

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