È l’Hollywood Reporter a scrivere che Netflix, il gigante dello streaming, starebbe pensando di “ammorbidire” la sua politica in materia di rapporti con la sala cinematografica “consentendo” ad alcune opere di approdare nei cinema prima della release online in day-and-date.

Scott Stuber, il dirigente che si occupa di supervisionare la produzione cinematografica targata Netflix, avrebbe intenzione di coinvolgere un numero sempre maggiore di registi di particolare richiamo e di non scontentare quelli che stanno già lavorando con la multinazionale, autori del calibro di Alfonso CuaronPaul Greengrass, i fratelli Coen e Martin Scorsese. Starebbe per questo tentando di convincere Ted Sarandos, il chief content officer dell’azienda, a concedere qualcosa in più della solita release ultralimitata volta a permettere la partecipazione di una data pellicola ai vari Festival e agli Oscar.

E fra i film che potrebbero beneficiare di un debutto nei cinema ci sarebbe anche Roma di Cuaron. La questione non è semplicissima: anche se Netflix dovesse approvare una permanenza nei cinema di sette/quindici giorni a un suo prodotto, bisognerebbe anche trovare delle strutture disposte a farlo (normalmente, negli Stati Uniti, c’è una finestra di tre mesi fra sala e home video, elemento che verrebbe meno con una distribuzione anticipata di 15 giorni subito seguita dal debutto streaming worldwide, ndr.).

Non è quindi un caso che realtà come Netflix, o Amazon, stiano cercando attivamente di trovare delle vie per operare in prima persona nel settore delle sale cinematografiche e del relativo mercato distributivo.

Scritto da Cuaron e prodotto dalla sua Esperanto insieme a Participant Media, il film segna il ritorno del regista al Lido cinque anni dopo il successo di Gravity.

Ambientato negli anni ’70 a Città del Messico, Roma racconta un anno turbolento della vita di una famiglia borghese. Cuarón, ispirato dalle figure femminili della sua infanzia, tesse un’ode al matriarcato che ha caratterizzato la sua esistenza.
Un vivo ritratto del conflitto domestico e della gerarchia sociale in un momento di disordini politici, raccontato attraverso le vicende della domestica Cleo (Yalitza Aparicio) e della sua collaboratrice Adela (Nancy García García), entrambi di discendenza mixteca, che lavorano per una piccola famiglia borghese nel quartiere Romaa Città del Messico. Sofia (Marina de Tavira), madre di quattro figli, deve fare i conti con l’assenza del marito, mentre Cleo affronta una notizia devastante che rischia di distrarla dal prendersi cura dei bambini di Sofia, che lei ama come se fossero i propri.
Girato in un moderno bianco e nero, Roma è un ritratto di vita vera, intimo e toccante, raccontato attraverso le vicende di una famiglia che cerca di preservare il proprio equilibrio in un momento di lotta personale, sociale e politica.

La 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica,diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, si terrà dal 29 agosto al 8 settembre 2018.

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