Si è tenuta questa sera la serata di apertura della 77 esima edizione del Festival di Venezia, trasmessa anche su Rai Movie e in un numero selezionato di cinema italiani che hanno proposto anche il film d’apertura Lacci, di Daniele Luchetti.

Durante la serata, è stato reso omaggio al grande Ennio Morricone, scomparso solo qualche mese fa:

 

Un’altra leggenda ha ricevuto un importante tributo: Tilda Swinton, che ha ritirato il Leone d’Oro di Venezia 77 alla carriera. Nel suo discorso di ringraziamento, ha ricordato a tutti quanto sia importante l’esperienza cinematografica collettiva in sala, che in questo periodo storico è messa in crisi dall’emergenza Coronavirus:

Non so come accettare questo incredibile onore senza scompormi.

Il cinema è il mio luogo felice, la mia vera terra natale. La sua compagnia è il mio albero genealogico. I nomi sulle liste di chi ha ricevuto questo premio, sono i nomi di tutti i miei maestri. Sono gli anziani della mia tribù. I poeti del linguaggio che amo più di tutti. Canto le loro canzoni nella vasca da bagno. Sono la ragazzina punk fissata con il cinema che chiede un passaggio per la stazione per andare ai piedi delle montagne dei loro risultati artistici. E, ad ogni modo, questo è solo l’inizio.

Dunque, quando chiedo a me stessa come potrei esprimere adeguatamente la mia gratitudine per questo onore, le parole mi vengono meno, scusate. Sappiate che è enorme. Ma penso di potervi dire qualcosa di cosa significhi essere con voi stasera. Cosa significa essere in una stanza con creature viventi e un grande schermo.

Cosa significhi stare per vedere un film a Venezia, pura gioia. È così bello vedere tutti i vostri occhi aperti aperti e pronti. Se posso, visto che sono qui, per conto di tutti voi e insieme alla grande Ann Hui, con cui condivido questo tributo, voglio ringraziare la sublime Venezia e il festival, il più venerabile e splendido del mondo, per aver alzato la bandiera quest’anno, l’anno della visione 2020. Per ricordarci che certe cose non vanno da nessuna parte. Che mentre affrontiamo i nostri conti, mentre impariamo a riporre la nostra fiducia nell’evoluzione, e nei suoi inevitabili cambiamenti, mentre grati ci liberiamo irrevocabilmente di quello che ci degrada e ci sconfigge, e scopriamo e impariamo ad assumere la responsabilità e avere cura, di tutti i nostri tesori sia naturali che culturali, e questo include Venezia (è così bello vedere che non ci sono più navi da crociera), possiamo ancora fare affidamente al grande, elastico, selvaggio, sconfinato e per sempre inclusivo stato del Cinema. Qui abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il tappeto magico vola quieto e sempre sarà. E grazie per il mio leone con le ali. Il miglior dispositivo di protezione personale per l’anima che possa immaginare.

Viva Venezia. Cinema cinema cinema. Wakanda Forever. Nient’altro se non amore.

Questo, infine, il discorso in apertura del presidente di giuria Cate Blanchett: