Vermiglio, dove è stato girato il film di Maura Delpero: i luoghi incantevoli tra Trentino e Alto Adige
Dalle montagne della Val di Sole all’antico ospizio di San Floriano: un viaggio nelle location del film vincitore del Leone d’Argento, dove il paesaggio è più che un semplice paesaggio.
Quando si guarda Vermiglio, il secondo lungometraggio di Maura Delpero, è difficile separare la storia dai luoghi in cui è ambientata. Le montagne, le case, i boschi, la neve e le strade del paese non sono semplicemente uno sfondo: costruiscono l’atmosfera del film e contribuiscono a raccontare la vita di una comunità alpina durante l’ultimo anno della Seconda guerra mondiale. La cosa più interessante del film è che molti dei luoghi mostrati sullo schermo sono reali e si trovano tra Trentino e Alto Adige. Le riprese sono iniziate nell’agosto 2023 e si sono concluse nel dicembre dello stesso anno, attraversando diversi territori della Val di Sole e arrivando fino alla Bassa Atesina.
Il territorio di Vermiglio possiede anche una forte stratificazione storica. La sua posizione lungo una delle vie alpine che collegano il Trentino alla Lombardia ha fatto del Passo del Tonale un luogo strategico per secoli. Non sorprende quindi che il paesaggio del Tonale abbia avuto un ruolo nelle riprese. Nelle vicinanze si trova anche Forte Strino, importante testimonianza del sistema fortificato austro-ungarico costruito nell'Ottocento a difesa del confine imperiale. Il forte non rappresenta necessariamente una location centrale del film, ma aiuta a comprendere il contesto storico di un territorio profondamente segnato dalla presenza militare e dalle guerre alpine.
La montagna di Vermiglio è dunque molto più di una semplice cartolina: è uno spazio isolato, severo, che condiziona profondamente gli spostamenti, le relazioni familiari e persino le prospettive di vita dei personaggi. Un'altra location significativa si trova a Carciato, frazione di Dimaro Folgarida. Il piccolo centro conserva l'impronta tipica dei paesi della Val di Sole, caratterizzati da abitazioni tradizionali e dall'equilibrio tra insediamenti e ambiente montano.
Un'altra tappa fondamentale porta a Comasine, frazione del comune di Peio, nella Val di Peio. Qui si trova la chiesa di Santa Lucia, utilizzata per alcune delle sequenze religiose più importanti della vicenda, compreso il matrimonio di Lucia e Pietro. La scelta di una chiesa reale, inserita nel tessuto di un piccolo abitato alpino, rafforza uno degli elementi centrali del film: la dimensione comunitaria. In un paese di montagna degli anni Quaranta la chiesa non è soltanto un edificio religioso, ma un punto di riferimento sociale e culturale. Le riprese hanno inoltre interessato Mezzana, Pellizzano e altri territori della Val di Sole, sfruttandone soprattutto i paesaggi invernali e innevati.
La location forse più curiosa si trova però fuori dal Trentino, in Alto Adige, nella frazione di Laghetti del comune di Egna. Qui la produzione ha utilizzato l'antico ospizio di San Floriano, conosciuto localmente come Klösterle. L'edificio, di origine medievale e caratterizzato da una struttura romanica risalente al XIII secolo, sorge in un'area boschiva ai piedi del monte Madrutta. Nato come luogo di accoglienza per pellegrini e viandanti, conserva ancora oggi un'atmosfera lontanissima dai paesaggi urbani contemporanei. Nel film questo spazio cambia completamente funzione e diventa il convento nel quale viene accolta la piccola Antonia. Ma non solo: anche la malga che compare nella storia è stata ricostruita nel cortile dell'antico complesso.
Il viaggio nelle location di Vermiglio racconta quindi un film costruito su una precisa geografia: la Val di Sole rappresenta il cuore della vicenda, mentre l'Alto Adige amplia e completa l'immagine della storia.