We Bury the Dead crolla al box office: il film con Daisy Ridley è tra i peggiori flop della storia

We Bury the Dead crolla del 85% al secondo weekend: analisi del flop con Daisy Ridley, tra i peggiori cali della storia del box office americano.

Condividi

Il secondo weekend al box office di We Bury the Dead si è trasformato in un incubo per i produttori. Il film zombie con Daisy Ridley, uscito il 2 gennaio 2025 in America, ha registrato uno dei crolli più devastanti mai documentati nella storia del cinema americano, confermando che nemmeno la star di Star Wars può salvare un progetto dal collasso commerciale.

Dopo un debutto già tiepido con 2,5 milioni di dollari da 1.172 sale cinematografiche, posizionandosi all'undicesimo posto della classifica nazionale, il film diretto da Zak Hilditch ha subito una caduta libera nel secondo weekend. Secondo i dati di Box Office Mojo, We Bury the Dead ha incassato appena 371.885 dollari da 851 cinema, registrando un calo del 85,1% rispetto alla settimana precedente.

Questo crollo posiziona il film al settimo posto nella classifica dei peggiori cali tra la prima e la seconda settimana di sempre, a pari merito con il film concerto For King + Country: A Drummer Boy Christmas - Live e l'action-comedy Boy Kills World con Bill Skarsgård. Un risultato imbarazzante per una produzione che puntava a cavalcare l'onda del ritorno degli zombie con 28 Years Later in arrivo nelle prossime settimane.



La storia raccontata nel film segue Ava Newman, interpretata da Daisy Ridley, una giovane donna alla ricerca del marito scomparso durante un'apocalisse zombie in Australia. Nonostante la critica specializzata abbia apprezzato il lavoro, garantendo al film un ottimo 85% su Rotten Tomatoes con la certificazione Fresh, il pubblico pagante ha espresso un giudizio radicalmente opposto. Il Popcornmeter della stessa piattaforma, che aggrega le recensioni degli spettatori verificati, si ferma a un deludente 47%, basato su oltre 250 valutazioni.

Le possibilità di recupero per il film di Zak Hilditch risiedono ora nelle piattaforme digitali. L'uscita in video on demand e l'eventuale approdo su un servizio di streaming potrebbero permettere al film di raggiungere quel pubblico più ampio che gli è sfuggito nelle sale. In un'epoca in cui molti spettatori preferiscono il divano di casa alla poltrona del cinema, soprattutto per titoli meno mainstream, questa seconda vita domestica potrebbe rivelarsi meno fallimentare dell'esperienza teatrale.

Fonte / FONTE
Continua a leggere su BadTaste