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Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito ha spinto LAIKA oltre ogni limite: il film che ha richiesto 16 anni per diventare possibile

Wildwood ha richiesto anni di lavoro, 136 set e oltre 230 pupazzi: ecco come LAIKA ha realizzato il suo film in stop-motion più ambizioso.

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Se Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito appare enorme sullo schermo, è perché LAIKA ha trascorso anni a capire come riuscire materialmente a costruirlo. Il nuovo film di Travis Knight non è soltanto il primo lungometraggio dello studio dai tempi di Missing Link: è il progetto più grande e complesso mai affrontato dalla casa di Coraline, tanto che l'idea di adattare il romanzo di Colin Meloy risale addirittura a circa 16 anni fa.

Knight si era interessato a Wildwood ancora prima della pubblicazione del libro nel 2011, ma si rese presto conto che LAIKA non possedeva ancora gli strumenti necessari per trasformare quel mondo in un film. Lo studio ha quindi continuato a sviluppare tecniche, tecnologie e competenze attraverso ParaNorman, Boxtrolls – Le scatole magiche, Kubo e la spada magica e Missing Link, aspettando il momento in cui sarebbe stato possibile affrontare una storia di quelle dimensioni. Quando finalmente Knight pensò che LAIKA fosse pronta, ha ammesso scherzando di essersi comunque sbagliato: la produzione si è rivelata ancora più difficile del previsto.

“Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito è di gran lunga la cosa più grande e ambiziosa che abbiamo mai realizzato. Il motivo per cui ci abbiamo messo così tanto a fare questo film è che stavo essenzialmente aspettando che il nostro studio sviluppasse gli strumenti, le tecniche e i trucchi necessari per riuscire a realizzare un film di queste dimensioni”. - Travis Knight

Wildwood – I segreti del bosco proibito, fonte: LAIKA Studios

I numeri aiutano a capire perché, visto che per realizzare Wildwood sono stati costruiti 136 set e oltre 230 pupazzi fisici, numeri enormi per una produzione in stop-motion. Il film ha richiesto quasi quattro anni e mezzo di lavorazione e decine di animatori, mentre della sola protagonista Prue sono state costruite 36 versioni differenti, necessarie per permettere a più troupe di lavorare contemporaneamente su sequenze diverse.

E i pupazzi sono molto più sofisticati di quanto possa sembrare osservandoli sullo schermo. LAIKA ha perfezionato un sistema interno soprannominato “breather”, una sorta di diaframma meccanico che consente agli animatori di simulare il movimento del torace durante la respirazione. La tecnologia era già stata sperimentata con Missing Link, ma in Wildwood è stata applicata ai personaggi principali per rendere le loro performance ancora più naturali.

Anche i volti raccontano quanto sia cambiata la stop-motion dello studio dai tempi di Coraline. LAIKA continua infatti a utilizzare la stampa 3D per produrre migliaia di espressioni intercambiabili, permettendo agli animatori di modificare progressivamente occhi, bocca e lineamenti fotogramma dopo fotogramma. Missing Link aveva utilizzato circa 106.000 volti stampati; per Wildwood il numero è salito a circa 140.000. Non è un sistema scelto per risparmiare tempo o denaro: secondo lo studio è anzi più costoso e complesso, ma permette una libertà molto maggiore nelle interpretazioni dei personaggi.

Wildwood – I segreti del bosco proibito, fonte: LAIKA Studios

Dietro ogni secondo del film resta comunque il lavoro manuale degli animatori, poiché a differenza di altre forme di animazione, nella stop-motion di LAIKA un singolo animatore deve occuparsi praticamente di tutto ciò che accade nell'inquadratura: non soltanto del protagonista, ma degli altri personaggi e degli elementi che devono muoversi attorno a lui. Ogni variazione viene fotografata e diventa uno dei fotogrammi che, messi in sequenza, producono l'illusione del movimento.

La tecnologia ha però assunto un ruolo sempre più importante nel permettere agli artisti di controllare questo processo. I moderni sistemi digitali consentono agli animatori di vedere immediatamente i fotogrammi appena realizzati e confrontarli con quelli precedenti, verificando con precisione millimetrica ogni movimento. È uno dei motivi per cui l'animazione di Wildwood appare molto più fluida rispetto alla stop-motion tradizionale, pur continuando a partire da oggetti realmente presenti davanti alla macchina da presa.

LAIKA non nasconde infatti di utilizzare anche CGI, green screen e compositing digitale. Alcune sequenze combinano pupazzi animati davanti a schermi verdi con fotografie dei set fisici; altre utilizzano personaggi digitali all'interno di ambienti costruiti realmente, mentre in altre ancora quasi tutto ciò che appare nell'inquadratura è stato animato fisicamente, con il computer impiegato soprattutto per cancellare supporti, aste e meccanismi necessari a muovere i pupazzi.

“Non siamo Amish. Combiniamo arte, artigianato e tecnologia: è così che realizziamo queste cose ed è sempre stato al centro di ciò che facciamo”. - Travis Knight

Wildwood – I segreti del bosco proibito, fonte: LAIKA Studios

Persino l'acqua ha richiesto soluzioni insolite, con LAIKA che ha precisato di aver sfruttato la stampa 3D per ricrearne alcune forme, trasformando qualcosa che normalmente sarebbe impossibile immobilizzare e animare fotogramma dopo fotogramma in un elemento controllabile fisicamente sul set. Uno degli esempi più impressionanti dell'intera produzione è però la gigantesca aquila dorata presente nel film. LAIKA ha dovuto affrontare il problema di rendere credibile una creatura ricoperta di piume in stop-motion, dove anche il più piccolo elemento che si sposta accidentalmente tra una fotografia e l'altra può provocare un fastidioso tremolio nell'immagine finale.

La costruzione e l'animazione delle creature di Wildwood hanno quindi richiesto nuove soluzioni proprio per mantenere il livello di dettaglio desiderato senza perdere il controllo dell'inquadratura. A supervisionare il modo in cui tutto questo viene fotografato c'è inoltre un nome sorprendente: Caleb Deschanel, direttore della fotografia candidato sei volte all'Oscar e padre della star di New Girl Zooey Deschanel. Abituato al cinema live-action, anche lui ha dovuto adattarsi alle regole particolarissime della stop-motion.

Durante la produzione arrivò persino a proporre di girare una scena all'aperto, ricevendo da Knight la spiegazione che, con pupazzi che devono rimanere perfettamente immobili tra uno scatto e l'altro, vento, luce naturale e condizioni atmosferiche renderebbero praticamente impossibile mantenere il controllo necessario. Il risultato di questo processo è anche il film più lungo mai realizzato da LAIKA. Wildwood: i segreti del Bosco Proibito dura 132 minuti, una durata fuori dal comune non soltanto per lo studio, ma per una produzione interamente costruita attorno a una tecnica nella quale pochi secondi di animazione possono richiedere un'intera giornata di lavoro.

Ed è proprio questo elemento artigianale che Travis Knight considera fondamentale in un momento in cui l'industria sta discutendo sempre di più del ruolo dell'intelligenza artificiale. Il regista ha spiegato quanto continuare a realizzare film in stop-motion abbia assunto oggi un significato ancora più particolare:

“Oggi possiamo creare interi mondi con il clic di un mouse o generare video semplicemente con un prompt. Realizzare un film in stop-motion, in questo momento, sembra quasi una silenziosa forma di ribellione”. – Travis Knight

Dietro ogni personaggio di Wildwood ci sono infatti silicone, plastica, metallo e soprattutto le mani di un artista che gli dà vita un fotogramma alla volta. Per Knight, ciò che il pubblico percepisce non è semplicemente il pupazzo, ma la presenza dell'animatore che lo sta facendo vivere. È probabilmente per questo che Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito rappresenta qualcosa di più di un semplice nuovo film per LAIKA.

È il punto d'arrivo di quasi vent'anni di evoluzione tecnica iniziata con Coraline, quando molte delle cose che oggi lo studio realizza normalmente sembravano quasi impossibili. E se Knight lo ha definito il progetto più difficile mai affrontato da LAIKA, il motivo è proprio qui: per costruire il mondo più grande della sua storia, lo studio non ha abbandonato la stop-motion. Ha passato anni a inventare nuovi modi per farle fare cose che prima non poteva fare.

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