World War 3, la serie evento cancellata perché troppo vicina alla realtà: le ragioni e il messaggio di speranza
World War 3, la serie evento cancellata dopo 13 anni da FX e Fox perché troppo vicina alla realtà. Le ragioni della cancellazione e il messaggio di speranza mai trasmesso.
Tredici anni di silenzio, poi la conferma definitiva. World War 3, la serie evento che avrebbe dovuto esplorare gli scenari più inquietanti di un conflitto globale, non vedrà mai la luce. A rivelarlo è Leslie Greif, il produttore due volte candidato agli Emmy noto per Hatfields & McCoys, durante un'intervista con ScreenRant per promuovere la sua nuova serie western The Gray House.
La ragione della cancellazione è che la finzione era diventata troppo simile alla realtà. Greif non usa mezzi termini nel descrivere il motivo per cui FX e Fox hanno abbandonato il progetto sviluppato insieme a David Hayter, veterano della scrittura di X-Men e Metal Gear Solid. Le parole del network sono state chiare e dirette: la serie era troppo incendiaria, gli scenari proposti troppo spaventosamente possibili e plausibili per essere trasmessi al grande pubblico.
World War 3 era stata concepita come una serie evento di grande impatto, sulla falsariga di 24: Live Another Day e Wayward Pines, il thriller prodotto da M. Night Shyamalan. L'ambizione era quella di creare un prodotto che mescolasse l'urgenza del presente con la speculazione scientifica sul futuro, esplorando come gli Stati Uniti e il mondo intero avrebbero potuto trovarsi coinvolti in un conflitto di portata globale. Ma proprio questa fedeltà alla realtà geopolitica contemporanea ha segnato la fine del progetto.
Greif ha spiegato che l'obiettivo della serie non era alimentare la paura, ma esattamente l'opposto: diffondere speranza. Il produttore ha rivelato di nutrire una profonda preoccupazione per gli Stati Uniti e di voler creare un prodotto che invitasse il paese a ritrovare l'unità. Uno dei personaggi della serie, alla fine della storia, avrebbe pronunciato una frase emblematica: "Contiamo su di te, signor Lincoln. Abbiamo molta speranza e non possiamo perderla". Il finale della miniserie avrebbe visto Willie Nelson cantare The Heart of America, una canzone che Greif sperava potesse diventare un inno per questo secolo e per il paese.
Ma la vicinanza agli eventi reali si è rivelata un'arma a doppio taglio. Greif ha ammesso che la trama principale e tutte le sottotrame erano diventate troppo vicine alla realtà contemporanea. Il suo appello finale è stato quasi disarmante nella sua semplicità: "Calmiamoci. Calmiamo le acque e abbracciamoci".
Per ora, World War 3 resta confinata nei cassetti di Hollywood, un promemoria inquietante di come la linea tra speculazione e profezia possa diventare pericolosamente sottile. Forse un giorno, quando le acque si saranno calmate come auspica Greif, qualcuno avrà il coraggio di ripescare quel materiale e trasformarlo in qualcosa che possa davvero unire piuttosto che dividere. Fino ad allora, possiamo solo immaginare quali segreti e quali avvertimenti siano sepolti in quelle sceneggiature mai prodotte.