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Zachary Quinto, che fine ha fatto dopo Heroes e American Horror Story? Cosa fa oggi

Dal tormentato Sylar di Heroes al giovane Spock di Star Trek, passando per il serial killer di American Horror Story: Zachary Quinto ha costruito una carriera lontana dai riflettori più facili, tra cinema, televisione e teatro. Oggi è tornato protagonista sul piccolo schermo.

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Per molti spettatori Zachary Quinto resta indissolubilmente legato a due personaggi molto diversi tra loro: Gabriel “Sylar” Gray, il potentissimo e inquietante antagonista di Heroes, e il dottor Oliver Thredson, figura centrale della seconda stagione di American Horror Story, Asylum. Eppure la carriera dell'attore americano, nato a Pittsburgh il 2 giugno 1977, è andata decisamente oltre quei ruoli. A 49 anni Quinto continua infatti a lavorare con una certa continuità tra televisione, cinema e palcoscenico. E la sua ultima grande trasformazione professionale lo ha riportato proprio sulla NBC, la rete che aveva contribuito a renderlo celebre: in Brilliant Minds interpreta Oliver Wolf, un neurologo ispirato alla figura reale di Oliver Sacks. La serie lo ha così riportato al centro della scena con un personaggio molto distante dai villain che ne hanno segnato gli esordi.

Prima della fama internazionale, Quinto ha costruito le proprie basi attraverso una solida formazione teatrale. Cresciuto in Pennsylvania, dopo la Central Catholic High School ha studiato alla School of Drama della Carnegie Mellon University, laureandosi nel 1999. I primi anni davanti alla macchina da presa sono caratterizzati soprattutto da apparizioni televisive. Passa attraverso serie come CSI, Six Feet Under, Streghe, Lizzie McGuire e 24, dove interpreta l'esperto informatico Adam Kaufman. Sono esperienze diverse che gli permettono di affinare una recitazione che si muove tra dramma, commedia e thriller.

La svolta arriva nel 2006 con Heroes. Il personaggio di Sylar trasforma Quinto in uno dei volti più famosi della televisione americana: il suo Gabriel Gray è un antagonista inquietante, ossessionato dai poteri degli altri “Heroes” e dalla possibilità di diventare sempre più potente. Quinto ha ricordato in seguito quanto quella serie abbia cambiato la sua vita professionale. In occasione delle interviste legate a Brilliant Minds, ha definito Heroes il lavoro che gli ha modificato radicalmente carriera e prospettive, sottolineando anche l'ironia del ritorno alla NBC molti anni dopo.

Zachary Quinto in American Horror Story - Fonte: 20th Television

Mentre Heroes era ancora al centro dell'attenzione, Quinto ottiene un'altra occasione destinata a segnare la sua carriera. Nel 2007 viene scelto da J.J. Abrams per interpretare Spock nel nuovo Star Trek, ruolo che eredita idealmente dal leggendario Leonard Nimoy. La scelta si rivela particolarmente felice. Il film del 2009 riporta il franchise al cinema con una nuova generazione di interpreti e Quinto riesce a dare a Spock una dimensione personale senza tradire l'eredità del personaggio. Torna infatti in Into Darkness - Star Trek del 2013 e in Star Trek Beyond del 2016. Abrams aveva individuato in lui una combinazione particolare di intensità e ironia. In un'intervista del 2009 il regista sottolineò proprio la capacità dell'attore di unire gravità e senso dell'umorismo, qualità fondamentali per affrontare la complessità di Spock.

Ma Quinto non si limita al blockbuster. Tra i suoi lavori cinematografici figurano anche Margin Call, Snowden, Tallulah, Hotel Artemis e High Flying Bird. Nel frattempo continua a coltivare anche il ruolo di produttore, partecipando attraverso la società Before the Door Pictures alla realizzazione di progetti cinematografici e televisivi, tra cui proprio Margin Call. Nel frattempo arriva la collaborazione con Ryan Murphy. Quinto appare nella prima stagione di American Horror Story nel ruolo di Chad Warwick, ma è con Asylum che lascia davvero il segno. Qui interpreta Oliver Thredson, apparentemente un medico razionale e rassicurante che lavora nell'istituto psichiatrico di Briarcliff. Il personaggio nasconde però una natura molto più oscura, trasformandosi in una delle presenze più disturbanti dell'intera antologia.

La performance gli vale una candidatura agli Emmy e un Critics' Choice Television Award. È un passaggio importante perché dimostra che il successo di Sylar non era legato soltanto alla televisione fantastica: Quinto poteva sostenere anche ruoli psicologicamente complessi e profondamente ambigui. Ma dove è finito Zachary Quinto dopo Heroes e American Horror Story?

La risposta, dunque, è tutt'altro che “sparito”. Dopo quelle serie Quinto ha continuato a lavorare con regolarità, alternando produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Nel 2018 è protagonista a Broadway di The Boys in the Band, mentre nel 2024-2025 torna sul palcoscenico con Cult of Love, commedia drammatica di Leslye Headland. In un'intervista a Broadway.com ha raccontato anche un aspetto meno prevedibile della propria personalità: secondo Quinto, il pubblico potrebbe aspettarsi da lui una persona molto seria, ma nella vita è decisamente più leggero, ama ridere e apprezza particolarmente l'umorismo.

Il nuovo capitolo è però Brilliant Minds. La serie, lanciata nel 2024 e proseguita con una seconda stagione, gli permette di interpretare un protagonista completamente diverso da Sylar e Thredson. Quinto ha spiegato di aver conosciuto Sacks soprattutto attraverso Risvegli, il film di Penny Marshall con Robin Williams e Robert De Niro, ma di aver approfondito molto il personaggio durante la preparazione della serie. La somiglianza tra il medico reale e Oliver Wolf non è casuale: entrambi sono gay, entrambi hanno una particolare curiosità verso la mente umana e condividono alcuni tratti biografici e professionali.

Brilliant Minds rappresenta inoltre un momento significativo nella carriera di Quinto sul piano della rappresentazione LGBTQ+. Interpretare un protagonista gay in un medical drama trasmesso da una grande rete americana ha per lui un valore particolare. In un'intervista diffusa da Paramount Press Express, l'attore ha spiegato che ciò che considera più importante è proprio la normalità con cui la sessualità del personaggio viene raccontata: non un elemento che lo definisce completamente, ma una parte della sua identità.

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