Zachary Quinto, che fine ha fatto dopo Heroes e American Horror Story? Cosa fa oggi
Dal tormentato Sylar di Heroes al giovane Spock di Star Trek, passando per il serial killer di American Horror Story: Zachary Quinto ha costruito una carriera lontana dai riflettori più facili, tra cinema, televisione e teatro. Oggi è tornato protagonista sul piccolo schermo.
Per molti spettatori Zachary Quinto resta indissolubilmente legato a due personaggi molto diversi tra loro: Gabriel “Sylar” Gray, il potentissimo e inquietante antagonista di Heroes, e il dottor Oliver Thredson, figura centrale della seconda stagione di American Horror Story, Asylum. Eppure la carriera dell'attore americano, nato a Pittsburgh il 2 giugno 1977, è andata decisamente oltre quei ruoli. A 49 anni Quinto continua infatti a lavorare con una certa continuità tra televisione, cinema e palcoscenico. E la sua ultima grande trasformazione professionale lo ha riportato proprio sulla NBC, la rete che aveva contribuito a renderlo celebre: in Brilliant Minds interpreta Oliver Wolf, un neurologo ispirato alla figura reale di Oliver Sacks. La serie lo ha così riportato al centro della scena con un personaggio molto distante dai villain che ne hanno segnato gli esordi.
La svolta arriva nel 2006 con Heroes. Il personaggio di Sylar trasforma Quinto in uno dei volti più famosi della televisione americana: il suo Gabriel Gray è un antagonista inquietante, ossessionato dai poteri degli altri “Heroes” e dalla possibilità di diventare sempre più potente. Quinto ha ricordato in seguito quanto quella serie abbia cambiato la sua vita professionale. In occasione delle interviste legate a Brilliant Minds, ha definito Heroes il lavoro che gli ha modificato radicalmente carriera e prospettive, sottolineando anche l'ironia del ritorno alla NBC molti anni dopo.
Mentre Heroes era ancora al centro dell'attenzione, Quinto ottiene un'altra occasione destinata a segnare la sua carriera. Nel 2007 viene scelto da J.J. Abrams per interpretare Spock nel nuovo Star Trek, ruolo che eredita idealmente dal leggendario Leonard Nimoy. La scelta si rivela particolarmente felice. Il film del 2009 riporta il franchise al cinema con una nuova generazione di interpreti e Quinto riesce a dare a Spock una dimensione personale senza tradire l'eredità del personaggio. Torna infatti in Into Darkness - Star Trek del 2013 e in Star Trek Beyond del 2016. Abrams aveva individuato in lui una combinazione particolare di intensità e ironia. In un'intervista del 2009 il regista sottolineò proprio la capacità dell'attore di unire gravità e senso dell'umorismo, qualità fondamentali per affrontare la complessità di Spock.
La performance gli vale una candidatura agli Emmy e un Critics' Choice Television Award. È un passaggio importante perché dimostra che il successo di Sylar non era legato soltanto alla televisione fantastica: Quinto poteva sostenere anche ruoli psicologicamente complessi e profondamente ambigui. Ma dove è finito Zachary Quinto dopo Heroes e American Horror Story?
La risposta, dunque, è tutt'altro che “sparito”. Dopo quelle serie Quinto ha continuato a lavorare con regolarità, alternando produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Nel 2018 è protagonista a Broadway di The Boys in the Band, mentre nel 2024-2025 torna sul palcoscenico con Cult of Love, commedia drammatica di Leslye Headland. In un'intervista a Broadway.com ha raccontato anche un aspetto meno prevedibile della propria personalità: secondo Quinto, il pubblico potrebbe aspettarsi da lui una persona molto seria, ma nella vita è decisamente più leggero, ama ridere e apprezza particolarmente l'umorismo.
Brilliant Minds rappresenta inoltre un momento significativo nella carriera di Quinto sul piano della rappresentazione LGBTQ+. Interpretare un protagonista gay in un medical drama trasmesso da una grande rete americana ha per lui un valore particolare. In un'intervista diffusa da Paramount Press Express, l'attore ha spiegato che ciò che considera più importante è proprio la normalità con cui la sessualità del personaggio viene raccontata: non un elemento che lo definisce completamente, ma una parte della sua identità.