Zalone conquista lo streaming: arriva su Netflix ed è già in cima alla Top 10, i motivi del successo
Buen camino sta sbaragliando anche in streaming: tra ironia scorretta, emozione e formule rassicuranti, ecco perché continua a dominare il pubblico.
Checco Zalone è come Re Mida: tutto quello che tocca, diventa oro. Per avere certezza definitiva di questo assioma, basta dire che, dopo aver conquistato il box office di Natale, diventando il film più visto della stagione cinematografica, Buen camino è anche il più visto su Netflix a livello globale. Il film è approdato sulla piattaforma di streaming il 29 aprile e in soli 5 giorni ha raggiunto la vetta della Top 10 dei film in lingua non inglese con 4 milioni di views, dato che viene calcolato facendo una proporzione tra totale delle ore viste e la durata del contenuto.
Quali possono essere i motivi di tanto successo per un film che racconta la storia di un padre che decide, suo malgrado, di seguire la figlia nel Cammino di Santiago, accompagnandola nella scoperta di sé stessa? Naturalmente, non esiste una formula magica, ma è possibile individuare degli elementi chiave. Primo fra tutti, l'equilibro tra l'irriverenza del protagonista, volgare e superficiale, raccontato con tanta ironia da Zalone che in lui condensa tutta l'assurdità dei super ricchi italiani, e una struttura comunque rassicurante e ben codificata dal punto di vista narrativo. Il pubblico ha mostrato di amare certi eroi "cattivi", basta che siano inseriti in una cornice di buoni sentimenti e di riscatto finale, e Zalone in questo è un vero maestro. I suoi protagonisti sono egoisti, ignoranti, superficiali, ma sono emotivamente immaturi più che crudeli.
Il racconto, insomma, soddisfa quegli spettatori che ridono di pancia davanti a una battuta scorretta, ma nello stesso tempo annacqua quella ferocia con tanti buoni sentimenti. Non è un caso che Buen Camino sia probabilmente uno dei film meno "aggressivi" della filmografia di Zalone; qui il conflitto è soprattutto sul piano emotivo e generazionale.
Altro elemento non da sottovalutare è l'assenza della storyline romantica che, nel film, apre a scenari inconsueti per la commedia all'italiana, trasformando quella tra Checco e Alma (Beatriz Arjona) in un profondo rapporto d'amicizia e non nella canonica storia d'amore, con happy ending.
Dulcis in fundo, il ritorno di Gennaro Nunziante dietro alla macchina da presa rappresenta un valore aggiunto non da poco in termini di resa del racconto: Nunziante conosce i tempi comici di Zalone a menadito e sa valorizzarli con grande efficacia. Insomma, Zalone conosce cosa il suo pubblico ama e non è affatto spaventato di offrirglielo, facendo sentire ogni spettatore allo stesso giudicato e consolato.