David Koepp è tornato a parlare di La Moglie di Frankenstein durante la promozione stampa di You Should Have Left.

Già qualche giorno fa, il filmmaker aveva spiegato di aver lavorato, durante la quarantena, a una nuova versione della sceneggiatura (era sua anche la versione dello script alla quale avrebbe dovuto lavorare Bill Condon) e, insieme a CB.com, ha contestualizzato un po’ di più il discorso su questa nuova iterazione della storia concepita nel lockdown.

È un film a sé dal contorno ben definito. La Universal, come noto, aveva tentato di percorrere una strada fatta di film tutti collegati fra di loro, un progetto che non è decollato e non ha funzionato come da attese. Personalmente sono rimasto molto colpito da come hanno deciso di fermarsi e di dire “Un momento, prendiamoci uno o due anni per ripensare bene il tutto e trovare una nuova maniera per rilanciarlo, vedendo e ascoltando quello che dei filmmaker con dei punti di vista ben definiti hanno da dire”. E il primo film che è davvero stato in grado di ottenere uno straordinario risultato è l’Uomo Invisibile prodotto da Jason Blum, una pellicola ben strutturata e pensata in maniera tale da funzionare come cosa a sé. Ed è stata fatta con un quantitativo molto contenuto di quattrini, una mossa che finisce per regalarti molta libertà creativa. Un progetto che ha fatto capire allo studio che possono adottare questa strategia anche per altre cose. Per cui sì, per La Moglie di Frankenstein ho studiato e imparato molto dall’esperienza dell’Uomo Invisibile. Ho riflettuto sul come poter rendere attuale la storia, raccontandola in un modo che sia audace e possa risultare interessante per il pubblico. Mi sono sentito molto libero e mi piace come è venuta fuori. Vedremo cosa accadrà.

Cosa ne pensate di queste considerazioni di David Koepp su La Moglie di Frankenstein? Ditecelo nei commenti!