La recensione di Anna, il film di Marco Amenta in sala da giovedì 13 giugno.

Non ci sono grandi differenze tra il soggetto di Anna e quello degli altri (molti) film italiani che trattano storie di resistenza al moderno, conservazione delle piccole realtà provinciali o rurali, e lotta al capitalismo contemporaneo da parte di singoli individui. Anche questa di Marco Amenta è una storia in cui una grande società cattiva, rappresentata da uomini in giacca e cravatta, senza scrupoli, senza attenzione e senza considerazione, violenta la vita di una persona che non vuole sottomettersi al loro piano di espansione: Anna vive su un terreno su cui dovrà sorgere una grande costruzione, non vuole vendere, non vuole andarsene e quindi cominciano i maltrattamenti e a un certo punto l’esproprio grazie a un cavillo legale. La differenza tra questo e tutti gli altri film è la protagonista.

Anna non è una protagonista conciliante, e questo cambia tutto. Un intreccio così semplice, scontato e soprattutto...