Fright Night - il vampiro della porta accanto, la recensione
Scordatevi che è un remake, Fright Night è un film ripensato dalle fondamenta e bene. Una delle poche action comedy che sa vincere anche sul terreno della metafora. E in 3D
Se dovessimo sconfinare nella saggistica e stilare un vero e proprio manuale del remake perfetto di questi anni in cui il cinema americano ci ricopre di rifacimenti, Fright Night meriterebbe un posto d'onore nel capitolo "Esempi da seguire".
La verità è che Fright Night riesce davvero a stare con un piede nel passato e uno nel presente. Da una parte recupera con efficienza lo spirito anni '80 di una action comedy con protagonisti teenager, tanto leggera quanto seria nel suo essere d'intrattenimento e voler mettere in gioco paure, strazi e questioni determinanti per il modo adolescenziale. Dall'altra cambia tutti i rapporti di forza tra personaggi per inserire lo script nel solco dell'evoluzione contemporanea delle figure eroiche, riuscendo anche a mettere da parte Colin Farrell, straordinario finto-protagonista che guadagna il trono del carisma ma invariabilmente, come tutti i cattivi che si rispettino, si mette al servizio di una storia più importante e determinante, quella che gira sulla faccia da nerd rinato di Anton Yelchin.
La scoperta di un vampiro dietro casa (che sorprende per quanto arrivi presto nel film) e la grande avventura del disperato tentativo di eliminarlo per non esserne eliminati è tutta centrata non tanto sulla storia d'amore "impossibile" tra l'ex sfigato redento e la sua inspiegabilmente fica e popolare ragazza (talmente tanto che se ne stupiscono anche i suoi amici), quanto sulla cesura inevitabile che si crea nel momento in cui i rapporti di amicizia virile tra nerd, stretti e puri al limite del morboso (come raccontato benissimo da Superbad), si scontrano con la necessaria e impari entrata in gioco di altri rapporti sentimentali ugualmente indispensabili che richiedono profondi ripensamenti: quelli con le ragazze.
Ideare e orchestrare lo scontro del secolo tra umani e vampiri con ritmo e intrattenimento, utilizzare il morso, il contagio, il passaggio dalle forze del bene a quelle del male e la necessarietà di scegliere chi e come eliminare "fisicamente" tra amici (uno straordinario Christopher Mintz-Plasse, il re di questi ruoli!) e ragazza, riuscendo a renderlo grandissima allegoria è veramente il risultato più alto cui un film di questo genere può aspirare, e Fright Night lo raggiunge.