Futura, la recensione

Non è affatto male il soggetto alla base di Futura: il film diretto da Lamberto Sanfelice, da lui scritto insieme a Fabio Natale, ha infatti al centro un trombettista jazz francese che vorrebbe suonare sempre ma che per mantenersi porta in taxi una spacciatrice cilena, Lucya, mentre questa compie le sue consegne, attraversando giorno e notte una Milano anonima e periferica. Niente di eccessivamente originale, ma già solo per la volontà di mettere al centro la musica jazz, costruendoci intorno il dramma familiare (e non spettacolarizzando mai in modo pietistico o indelicato la componente dello spaccio), Futura prova a distinguersi dalle solite storie del nostro cinema. Peccato, però, per la realizzazione: Sanfelice ha la mano fin troppo ferma, uno sguardo non abbastanza indagatore, e la distanza che intercorre tra chi guarda e il protagonista, per buona parte del film, impedisce di addentrarsi laddove le parole non arrivano.

Louis (Niels Schneider) è infatti u...