Quando, nel 2003, Alla Ricerca di Nemo di Andrew Stanton è uscito nei cinema, il pubblico e la critica avevano già cominciato ad abituarsi al fatto che la Pixar stava superando sé stessa a ogni sua nuova incursione.

La curva qualitativa delle sue pellicole si stava impennando drasticamente e tutti i grandi studi d'animazione che stavano affacciandosi sulla scena, o quelli già attivi da un po' come la DreamWorks Animation, stavano cominciando a comprendere che il livello medio della performance richiesta era davvero molto elevato. Questa sfida ha portato alla rosea situazione attuale in cui molte delle migliori proposte cinematografiche provengono proprio da cartoonia, da un settore della settima arte che ormai non ha più nulla da invidiare ai classici film in live action. Non che i cartoni animati abbiano mai avuto, in realtà, qualcosa da invidiare ai lungometraggi interpretati da attori in carne e ossa. Parlo, più che altro, di percezione dei cosiddetti “cartoni animati” da parte di certi segmenti più reazionari della critica e di quanti, fra il pubblico, tendevano a considerare queste opere come “roba per bambini”.

Sulle pagine di BadTaste è stato ribadito più volte: alcuni dei prodotti cinematografici più interessanti degli ultimi mesi – 21 Jump Street, Ted, Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, John Carter – sono stati concepiti proprio da filmmaker provenienti dal mondo dell'animazione.

Ed è proprio il regista di John Carter, Andrew Stanton, ad aver donato al pubblico una delle gemme più brillanti fra quelle generate in quella fucina di creatività nota come Pixar.

Alla Ricerca di Nemo fonde l'eredità dello storytelling di matrice disneyana – il perfetto dosaggio di elementi comici e avventurosi – con tutta l'innovazione, la freschezza degli script e del character design divenuti marchio di fabbrica dello studio fondato da Ed Catmull, Alvy Ray Smith e Steve Jobs e brillantemente capitanato dal geniale John Lasseter.

Lo scorso ottobre, a nove anni dall'uscita del film nei cinema, Alla Ricerca di Nemo è stato riproposto nelle sale in 3D, grazie a un processo di conversione stereoscopica costato ben 5 milioni di dollari. Budget ampliamente recuperato già nel primo week end di debutto in territorio nord-americano: nel fine settimana del 14 settembre, il lungometraggio di Stanton ha incassato ben 16 milioni di dollari, debuttando al secondo posto alle spalle di Resident Evil: Retribution.

Il Blu-Ray 3D viene, dunque, commercializzato nell'anno del decennale.

La confezione è quella solita dei prodotti della major di Topolino: sovracopertina slip-case (impreziosita da zigrinature che contribuiscono a dare un “effetto marino” al tutto) e case amaray al cui interno sono posizionati i dischi della versione 2D e 3D. Stranamente, non c'è traccia della Disney e-copy, presenza solitamente fissa nei prodotti home video della major.

A livello tecnico viaggiamo su livelli davvero elevati. Nonostante le intrinseche difficoltà del quadro video – ambientare un film, per di più in Cg, nelle profondità oceaniche nasconde delle insidie in materia di probabile presenza di artefatti digitali – è un piacere constatare come il transfer sia stato fatto a regola d'arte. I colori sono vivi, brillanti, la percezione della profondità, degli abissi marini è ammirevole e l'uso degli occhialini, come ormai prassi nei film 3D di casa Pixar, non mina affatto l'esperienza visiva. Tanto la versione 2D, quanto quella stereoscopica hanno ricevuto il degno trattamento che un capolavoro come Nemo meritava.

L'audio italiano, in Dolby Digital Plus 7.1 e Dolby Digital EX 5.1 è il degno compare del comparto video. Colpiscono la meticolosità, la precisione del mix sonoro, capace davvero di avvolgerci nell'ambiente sottomarino, e la potenza del sonoro che entra in azione nei passaggi più movimentati.

Le uniche note stonate di un'edizione altrimenti perfetta provengono, purtroppo, dagli extra, decisamente inferiori rispetto all'edizione americana.

Si tratta di contributi degni di nota, per carità, ma il loro numero è comunque ridotto se paragonato a quello della Ultimate Collector's Edition uscita negli Usa.

Gli extra sono contenuti nel disco della versione 2D e, nello specifico, sono:

  • Knick Knack. Si tratta del cortometraggio prodotto dalla Pixar nel 1989 diretto da John Lasseter

  • Alla Ricerca di Nemo. Una Tavola Rotonda con i realizzatori. Come già accaduto con Gli Incredibili i talent artistici e produttivo del lungometraggio si ritrovano seduti attorno a un tavolo, a quasi dieci anni di distanza dall'uscita del film, a parlare dei vari aspetti collegati al suo sviluppo

  • Reinventare l'attrazione Submarine Voyage. Un viaggio sull'evoluzione di una delle attrazioni più celebri di Disneyland

  • Inizio alternativo con introduzione di Andrew Stanton

  • Una lezione in retrospettiva. Il regista Andrew Stanton ragiona, a posteriori, sulle difficoltà di sviluppo del film e su quello che ha imparato durante la lavorazione dello stesso

  • Acquario virtuale

 

Commento Finale

L'edizione home video di Alla Ricerca di Nemo garantisce all'acquirente l'elevatissimo standard tecnico cui le varie release dei film Pixar e Disney ci hanno ormai abituato. L'unica nota stonata arriva dal bouquet degli extra, sottodimensionati rispetto all'edizione statunitense. I “superstiti” comunque sono tutti degni di nota, specie la tavola rotonda fra i realizzatori della pellicola.