La recensione di Se solo fossi un orso, il film presentato a Un Certain Regard di Cannes e in sala dal 14 marzo

Cosa succederebbe se i fratelli Dardenne fossero pieni di speranza nel domani? E se fossero nati in Mongolia?

Se solo fossi un orso (traduzione stranamente modificata dell’originale If Only I Could Hibernate) racconta esattamente il tipo di storia che si potrebbe trovare nei film dei fratelli, una in cui dei personaggi si trovano in una situazione di indigenza che a cascata crea problemi. Al centro c’è una famiglia di 4 figli, il maggiore dei quali è un prodigio della fisica e la scuola è convinta che possa far bene ai campionati nazionali, purtroppo la morte del padre li ha lasciati senza mezzi di sostentamento e con una madre incapace di lavorare che passa le giornate ubriaca. Sarà proprio il maggiore a cercare di tenere in piedi tutto, rifiutandosi di portare la famiglia in campagna, rimanendo in città con i fratelli per avere un domani migliore ma affrontando un presente...