STAR WARS. L’ASCESA DI SKYWALKER, DI JJ ABRAMS: LA RECENSIONE

 

Questa trilogia è la trilogia della morte.

Non tanto per la quantità di decessi in ognuno dei tre film, ma perché ognuno di questi decessi suona come l’addio di un pezzo di storia ed è vissuto con commozione sofferta e grande enfasi. È la trilogia della fine di un mondo, quella che chiude i conti con il passato e manda in pensione un’intera mitologia per ricominciare da zero. Questo è forse l’elemento più forte di questi film che possono dirsi riusciti solo a fasi alterne (Il Risveglio della Forza è fortissimo, Gli Ultimi Jedi confuso e noioso, L’Ascesa di Skywalker un incrocio tra quei due).

J. J. Abrams torna in sella ma non ripete l’exploit di Episodio VII, qui anzi è irriconoscibile, non si sente la sua mano se non per il passo che imprime con il montaggio, è un mestierante con il compito chiudere tutte le perdite e sanare il bilancio.

E lo fa. Star Wars Recensione

Con una difficoltà estrema e tantissime f...