Recensione a cura di Andrea

TitoloTwilight
RegiaCatherine Hardwicke
CastRobert Pattinson, Kristen Stewart, Cam Gigandet, Kellan Lutz
Uscita21 novembre 2008
La scheda con i trailer

Forks è una piovosa cittadina dello Stato di Washington, con il Sole quasi perennemente coperto dalle nubi. Lì la diciassettenne Isabella Swan si trasferisce quando sua madre decide di seguire il nuovo marito in giro per l'America. A scuola, conosce un ragazzo molto strano: il bellissimo e scontroso Edward Cullen, che ben presto si rivelerà essere un vampiro… tremendamente innamorato di lei. Lui e la Famiglia Cullen hanno deciso di vivere a Forks e di integrarsi in pace con le altre persone, rinunciando alla loro sete di sangue umano. Ma ci sono altri vampiri che preferiscono seguire la propria natura, e iniziano a minacciare Forks…

Partiamo dicendo che la regista Catherine Hardwicke – già piuttosto esperta di adolescenti, ha diretto l'acclamato Thirteen – e la sceneggiatrice Melissa Rosenberg se la sono cavata decisamente bene se si pensa al materiale di partenza. A chi non ha letto il libro di Stephenie Meyer basti sapere che non è facile adattare le decine e decine di pagine di soliloqui della sospirante Bella che ragiona sui guizzanti pettorali di Edward.

TwilightQuello che è stato fatto qui, invece, è stato estrapolare gli aspetti più propriamente fisici, addirittura erotici della relazione tra i due ragazzi, trasformandoli in una piccola ma potente storia d'amore cinematografica. I pochi cambiamenti rispetto al romanzo sono migliorativi, e vanno tutti a vantaggio dei non-fan: le scene d'azione, ampliate, introducono già all'inizio del film la minaccia dei vampiri selvaggi, riproponendoli mano a mano durante la storia in un crescendo che attirerà l'attenzione dei meno interessati alla storia d'amore. Fortunatamente invece è stato fatto un uso molto ridotto della voce fuori campo (anche se all'inizio del film si teme il peggio).

Due note positive tra tutte sono gli attori protagonisti: Robert Pattinson incarna bene la parte dell'austero e innamorato vampiro dallo sguardo languido (languidissimo, in alcune inquadrature), ma la prova attoriale di maggior livello è quella di Kristen Stewart, che con una recitazione molto delicata riesce a portare a galla molta della psicologia della protagonista. Il resto del cast è adatto ai personaggi di contorno, senza infamia e senza lode, anche se va sottolineata la performance di Billy Burke che ci regala un padre di Bella quasi alienato e decisamente ben costruito. 

Purtroppo, come spesso capita nel caso di adattamenti di romanzi molto amati, l'eccessiva fedeltà al materiale di partenza è alla base di alcuni dei momenti più deboli del film. Penso, ad esempio, al primo incontro tra Bella ed Edward, che risulta addirittura comico a causa delle reazioni innaturali dei due: l'attrazione quasi erotica che sentono l'uno per l'altra trova modo di crescere sottilmente scena dopo scena lungo tutto l'arco del film, e sinceramente non c'era bisogno di una sequenza simile. Anche le (per fortuna poche) scene in cui vediamo Edward correre o saltare stonano veramente con il tono del resto del film a causa degli effetti speciali realizzati male o di fretta, così come alcune inquadrature dove il makeup sui vampiri si fa sentire un po' troppo. La Summit ha deciso di puntare tutto sulle due grosse scene d'azione finali, e in particolare nella partita di baseball i soldi sono stati davvero ben spesi, ma in generale l'idea è che il film sia stato realizzato in due fasi distinte: quella iniziale, e quella in cui la major si è resa conto di avere in mano una macchina per fare soldi.Twilight

Il risultato, comunque, è un buon prodotto decisamente fuori dal comune, assolutamente non perfetto ma molto interessante. La Hardwicke ha saputo ricreare benissimo il senso di oppressione della cittadina di Forks e dei suoi abitanti, così come la luminosità malinconica dei membri della famiglia Cullen, con una regia in alcuni punti un po' troppo presente ma che non scade mai nel TV movie come alcuni avevano temuto. La tensione che riesce a creare tra Edward e Bella è a tratti anche coraggiosa, forse grazie anche alla chimica tra i due giovani attori, riuscendo a mantenere focalizzata l'attenzione sul punto centrale di tutta la vicenda: il legame tra i due ragazzi.

Perché Twilight non è un horror, nè un fantasy né un film d'azione, è principalmente una storia d'amore: per questo ha conquistato milioni di lettori (anzi, principalmente di lettrici), ed è a loro che il film è rivolto. Da un lato questo è positivo, perché la Summit preferendo rivolgersi a un pubblico più "sicuro", quello dei fan, non ha stravolto il film adattandolo per un pubblico mainstream; dall'altro lato chi non ha amato il libro (che certo non è nato come prodotto trasversale e transgenerazionale come un Harry Potter) difficilmente apprezzerà il film.

 

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