Twilight
Twilight non è certo un film perfetto, ma mantiene la promessa: una piccola e intensa storia d'amore tra una ragazza e un vampiro raccontata da una regista che con gli adolescenti, si vede, ci sa fare...
Recensione a cura di Andrea
TitoloTwilightRegiaCatherine HardwickeCastRobert Pattinson, Kristen Stewart, Cam Gigandet, Kellan Lutz Uscita21 novembre 2008
La scheda con i trailer
Partiamo dicendo che la regista Catherine Hardwicke - già piuttosto esperta di adolescenti, ha diretto l'acclamato Thirteen - e la sceneggiatrice Melissa Rosenberg se la sono cavata decisamente bene se si pensa al materiale di partenza. A chi non ha letto il libro di Stephenie Meyer basti sapere che non è facile adattare le decine e decine di pagine di soliloqui della sospirante Bella che ragiona sui guizzanti pettorali di Edward.
Quello che è stato fatto qui, invece, è stato estrapolare gli aspetti più propriamente fisici, addirittura erotici della relazione tra i due ragazzi, trasformandoli in una piccola ma potente storia d'amore cinematografica. I pochi cambiamenti rispetto al romanzo sono migliorativi, e vanno tutti a vantaggio dei non-fan: le scene d'azione, ampliate, introducono già all'inizio del film la minaccia dei vampiri selvaggi, riproponendoli mano a mano durante la storia in un crescendo che attirerà l'attenzione dei meno interessati alla storia d'amore. Fortunatamente invece è stato fatto un uso molto ridotto della voce fuori campo (anche se all'inizio del film si teme il peggio).
Purtroppo, come spesso capita nel caso di adattamenti di romanzi molto amati, l'eccessiva fedeltà al materiale di partenza è alla base di alcuni dei momenti più deboli del film. Penso, ad esempio, al primo incontro tra Bella ed Edward, che risulta addirittura comico a causa delle reazioni innaturali dei due: l'attrazione quasi erotica che sentono l'uno per l'altra trova modo di crescere sottilmente scena dopo scena lungo tutto l'arco del film, e sinceramente non c'era bisogno di una sequenza simile. Anche le (per fortuna poche) scene in cui vediamo Edward correre o saltare stonano veramente con il tono del resto del film a causa degli effetti speciali realizzati male o di fretta, così come alcune inquadrature dove il makeup sui vampiri si fa sentire un po' troppo. La Summit ha deciso di puntare tutto sulle due grosse scene d'azione finali, e in particolare nella partita di baseball i soldi sono stati davvero ben spesi, ma in generale l'idea è che il film sia stato realizzato in due fasi distinte: quella iniziale, e quella in cui la major si è resa conto di avere in mano una macchina per fare soldi.
Il risultato, comunque, è un buon prodotto decisamente fuori dal comune, assolutamente non perfetto ma molto interessante. La Hardwicke ha saputo ricreare benissimo il senso di oppressione della cittadina di Forks e dei suoi abitanti, così come la luminosità malinconica dei membri della famiglia Cullen, con una regia in alcuni punti un po' troppo presente ma che non scade mai nel TV movie come alcuni avevano temuto. La tensione che riesce a creare tra Edward e Bella è a tratti anche coraggiosa, forse grazie anche alla chimica tra i due giovani attori, riuscendo a mantenere focalizzata l'attenzione sul punto centrale di tutta la vicenda: il legame tra i due ragazzi.