E dopo i Mari di Fedorchenko ecco i laghi di Končaloskij.

Se Fedrochenko ha dedicato due film (Silent Souls, premiato proprio qui a Venezia nel 2010, e Spose celesti) al popolo mezzo scomparso dei Mari (europa centrale, tra Russia e Finlandia), il veterano Končaloskij ha deciso di prendere il traghetto e trasferirsi presso il Lago Kenozero, non troppo avulso geograficamente da quell’area nordeuropea in cui transitavano le genti tanto amate da Fedorchenko.

Molto bello il suo The Postman’s White Nights.

Siamo a nord della Russia, in lande deserte dove l’esercito lavora alacremente per lanciare dei razzi nello spazio.

Degli enormi mosconi si sentono costantemente andare a sbattere e risbattere contro i vetri delle baracche. E’ il sottofondo fisso di qualsiasi scena ambientata in interni. Una metafora dell’incapacità di questi russi di evadere dalla loro realtà soffocante? Sono loro i rumorosissimi mosconi?

Qui a Lago Kenozero la vita scorre serena e se...