C’è un sottotesto politico molto evidente in Voyagers ma è chiaro da subito che non gli interessa più di tanto. Un gruppo di ragazzi, adolescenti, viaggia dentro un’astronave verso un nuovo mondo, gestito da pochi adulti, la maggior parte dei quali sono quelli che li hanno spediti a colonizzare altri pianeti. Vivono in un regime di regole molto stretto e sono sedati in modo che in quegli ambienti stretti gli ormoni, la rabbia e tutto quel che caratterizza quell’età non scoppi creando grandi problemi. Qualcuno comincia a non farsi più sedare e pensare chiaramente; emerge una voglia di libertà che fa il paio con gli omicidi, l’imposizione della legge del più forte e il disprezzo per le votazioni come strumento per prendere decisioni.

Le nostre emozioni sono ciò che ci caratterizza e non possono essere silenziate. Le nostre emozioni sono anche quello che ci condanna, la materia contro cui lottiamo ogni giorno. Voyagers funziona come un manifesto che ripropone temi eterni e...