Zombieland: Doppio Colpo, di Ruben Fleischer – la recensione

La dinamica base di Benvenuti a Zombieland c’è. Ruben Fleischer ritorna al film che l’aveva lanciato 10 anni fa, con gli stessi sceneggiatori (Rhett Reese e Paul Wernick) più uno nuovo (Dave Callaham) per riproporre quella stessa esatta mescolanza di commedia-consapevole-dell’esistenza-degli-altri-film-e-delle-loro-regole che aveva funzionato nel 2009. Solo che quel genere era quasi al tramonto all’epoca e oggi è definitivamente morto. Lo riconoscono gli stessi personaggi con una battuta nel film ma l’impressione è comunque di vedere un artefatto recuperato dal passato. Non che non ci si diverta, anzi, il miracolo è che Zombieland: Doppio Colpo è solo poche tacche sotto il film originale, ma quel senso di sorpresa che giocava un ruolo importante nel successo ovviamente non c’è né l’idea di vedere qualcosa di fresco e originale.

Quel che c’è è l’umorismo di relazione fondato molto sulla manie...