Mancano ormai pochissimi giorni all’apertura della 77a edizione del Festival di Cannes e il programma si preannuncia ricchissimo in tutte le sezioni, dai grandi nomi del Concorso alle proposte di Un certain regard e Première, con alcuni Fuori concorso imperdibili. Noi di BadTaste saremo alla Croisette dal 14 al 25 maggio per seguire e commentare il Festival. Nel frattempo abbiamo preparato una selezione dei 20 film più attesi di quest’edizione.

the second act

Le Deuxième Acte

Fuori concorso. Apertura di festival affidata a Quentin Dupieux a.k.a Mr. Oizo a.k.a. uno degli artisti più assurdi e originali in circolazione. Infaticabile (due film all’anno negli scorsi due anni) si presenta con l’ennesima fiammata di fuoco rapido – neanche un’ora e venti – e una trama da romcom che promette un nuovo viaggio nel suo inconfondibile humour surrealista.

the apprentice

The Apprentice

In competizione. Ce lo vedete Sebastian Stan come Donald Trump? Ali Abbasi (Border, Holy Spider) sì. Negli ultimi anni non sono mancati film, serie, sketch che raccontano l’ex-presidente e la sua amministrazione. Questa però è la prima vera biografia per il cinema, cronaca della sua carriera d’imprenditore nella New York degli anni ‘70 e ‘80.

Bird

In competizione. Ci sono due degli attori più in ascesa del momento, Barry Keoghan e Franz Rogowski, nel nuovo film di Andrea Arnold Bird, che segna il ritorno della regista inglese al cinema di finzione dai tempi di American Honey (2016). Keoghan ha preferito il realismo sociale di Arnold alla pompa hollywoodiana del sequel di Il gladiatore, abbandonando il set di Ridley Scott esattamente un anno fa.

emma stone kinds of kindness

Kinds of Kindness

In competizione. Non si è ancora diradato il fumo di quel centro perfetto che è stato Povere Creature!, fra Leone d’oro, Oscar e un piano produttivo che univa genialmente cinema pop e autorialità. Pochi mesi dopo Yorgos Lanthimos, Emma Stone e Willem Defoe tornano con Kinds of Kindness, film antologico di ambientazione americana che il trailer a suon di Eurythmics promette più vicino al primo periodo del regista greco. Chissà se Cannes (dove ha già vinto diversi premi) gli porterà fortuna come Venezia.

oh canada uma turman richard gere paul shrader

Oh Canada

In competizione. Per Paul Schrader Oh Canada si presenta come un film di conferme: tratto da un romanzo di Russell Banks come già Affliction (1997). Interpretato da quel Richard Gere che a Schrader deve forse il suo film più iconico, American Gigolo (1980). E incentrato sul tema della scrittura che attraversa tutto il cinema dello sceneggiatore di Taxi Driver.

Limonov – the ballad

In competizione. Da un grande dissidente russo il film su un grande dissidente russo. Chi meglio di Kirill Serebrennikov, osteggiato in patria per le sue idee liberali e recentemente autore del controverso La moglie di Tchaikovsky, poteva assumersi la responsabilità di rendere giustizia a un personaggio complesso come Eduard Limonov, poeta e scrittore postmoderno, fondatore dell’oggi illegale Partito Nazional Bolscevico?

Parthenope

In competizione. Paolo Sorrentino ritrova Cannes (settima partecipazione) dopo la parentesi veneziana di È stata la mano di Dio, ma continua l’idillio poetico coi misteri e le “grandi bellezze” della sua Napoli. Coproduzione italo-francese, Parthenope è l’unico film italiano in concorso alla Croisette. Come sempre Sorrentino si avvale di collaboratori di prima grandezza e di un cast internazionale, in cui spiccano Gary Oldman e Stefania Sandrelli.

Emilia Pèrez

In competizione. Si dice un po’ troppo spesso che il musical è morto. Invece negli ultimi anni se ne sono visti di tutti i tipi, sia nel mainstream che nel cinema d’autore. Emilia Pèrez nasceva come libretto di un’opera in quattro atti, poi Jacques Audiard ha deciso di farne un film che mischia cultura latina, mafia movie e tematiche transgender.

Anora

In competizione. Ormai quando Sean Baker annuncia un nuovo film si drizzano le orecchie. Voce tra le più personali del panorama indie americano, Anora lo ritrova in concorso a Cannes a tre anni dal precedente e bellissimo Red Rocket (2021), con una durata notevole di 139’ e una trama che si muove come suo solito fra realismo sociale e risvolti fiabeschi, con attenzione ai temi della povertà e alle vite precarie delle sex worker.

Megalopolis Adam Driver Nathalie Emmanuel

Megalopolis

In competizione. Inseguito fin dagli anni ‘80, cancellato svariate volte e finalmente realizzato nel modo più Coppola possibile: con fondi propri – 120 milioni di dollari, in gran parte provenienti dai suoi vigneti in California – sfiorando la bancarotta per la quarta volta, fra insistenti roumor di produzione impossibile e fuori controllo. Infiniti i motivi d’interesse intorno a Megalopolis. È il primo film di Coppola da oltre dieci anni (se si esclude il progetto sperimentale Distant Vision, comunque risalente al 2015). Ci sono concrete possibilità che sia l’ultimo. E a Cannes insegue un record storico: la potenziale terza vittoria della Palma d’oro dopo quelle per La conversazione (1974) e Apocalypse Now (1979), impresa ad oggi mai riuscita a nessuno.

The Shrouds

In competizione. A un certo punto era sembrato che David Cronenberg avesse definitivamente chiuso con il cinema. Poi per fortuna ci ha ripensato, e ora possiamo goderci il suo secondo film in tre anni. Dopo Crimes of the Future (2022) per The Shrouds il maestro canadese sceglie ancora Cannes, dove il suo talento è stato riconosciuto ma senza mai raggiungere l’onorificenza più alta: dovette “accontentarsi” del Premio speciale della giuria nel 1996 per il capolavoro Crash.

The Substance

In competizione. Sarà emozionata Coralie Fargeat all’idea di concorrere insieme al suo idolo Cronenberg. Ma sarà anche interessante capire se la ricetta body horror + giovane regista francese (anche se la produzione è inglese) + tematica femminista potrà ripetere l’exploit di Titane, con cui Julia Ducournau si aggiudicò la Palma d’oro nel 2021.

La plus précieuse des merchandises

In competizione. Mattatore comico, Oscar per il muto The Artist, esegeta della Nouvelle Vague, regista horror: non sembra esserci niente in cui Michel Hazanavicius non sappia cimentarsi. Quindi non fa strano (ma mette molta curiosità) vederlo alle prese con un film d’animazione come La plus précieuse des merchandises, ambientato nella Polonia invasa dai nazisti dove due macellai si prendono cura di un bambino caduto da un convoglio per Auschwitz.

Feng Liu Yi Dai (Caught by the Tides)

In competizione. Fra le incognite più affascinanti di questa edizione c’è il nuovo film di Jia Zhang-ke (Still Life): Caught by the Tides (ma il titolo originale suona più o meno “generazione romantica”) è un viaggio nella storia della Cina vista tramite la lente di un amore che attraversa i decenni. Lunghissima è stata anche la lavorazione del film, che fonde tecniche di ripresa disparate annunciandosi come un vero e proprio tour de force formale.

i-dannati

The Damned

Un certain regard. L’italiano trapiantato negli Usa Roberto Minervini è da anni uno dei cronisti più interessanti dell’America di provincia, del Sud rurale attraversato da sacche di povertà e violenza razziale. The Damned si distacca dal suo stile documentaristico per andare alla scoperta della ferita originaria di quel mondo, la Guerra di Secessione.

Horizon: an American Saga Kevin Costner

Horizon: An American Saga

Fuori concorso. Il primo dei due fuori concorso più attesi, tutti e due con “saga” nel titolo. Ma la parola è quantomai calzante. Con un cast maestoso e un budget totale di 100 milioni di dollari Horizon rappresenta un’affascinante anomalia nel cinema contemporaneo. Un western in due parti smisurato (la parte 1 da sola supera le tre ore), apparentemente fuori posto in un presente sempre meno ospitale per “l’unica forma d’arte americana”. Kevin Costner però non ha mai smesso di crederci, come prova la pluripremiata Yellowstone. Non vediamo l’ora di scoprire questa prima parte.

Furiosa a mad max saga trailer prevendite

Furiosa: A Mad Max Saga

Fuori concorso. Risuonano ancora nella testa dei cinefili le parole di Joe Dante all’uscita di Mad Max: Fury Road (2015): “regista di 70 anni spiega a questi giovinastri come si fa”. Oggi che George Miller ne ha quasi 80 ci si aspetta che Furiosa torni a dimostrarlo per chi è: il più grande regista d’azione vivente. Trailer dopo trailer ha mandato su di giri i motori, le reazioni all’anteprima sono entusiastiche. Tutti pronti ad “ammirare”.

C’est pas moi

Cannes Prèmiere. In controtendenza con gli ultimi tempi, quando la sua produzione di lungometraggi si era diradata fino a un ritmo di quasi uno per decennio, C’est pas moi arriva a soli tre anni dal musical in lingua inglese Annette (2021). Stando alle anticipazioni dovrebbe trattarsi del meta-film del regista di Holy Motors: l’opera “in prima persona” dove Carax rivolge l’occhio della cinepresa su sé stesso, decostruendo e rimeditando il proprio mondo poetico.

L’arte della gioia

Proiezione speciale. L’altro italiano in elenco è un progetto del cuore della regista Valeria Golino, che sognava da anni di adattare per lo schermo il tortuoso romanzo postumo di Goliarda Sapienza, L’arte della gioia (1994). Finalmente ci è riuscita, non con un film ma con una miniserie Sky in due episodi, di cui presenterà il primo episodio in proiezione speciale.

Lula

Proiezione speciale. Di poche cose si può stare certi. Una di queste è Oliver Stone che punta cinepresa e microfono sui rappresentanti del Potere, realizzando documentari in cui si respira la stessa forza di polemista che anima i suoi film di finzione. Dopo Castro, Arafat, Chavez e Putin stavolta è il turno del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, di cui Lula racconta le persecuzioni giudiziarie subite nel 2016 che gli impedirono di correre per le presidenziali contro Bolsonaro.

Trovate tutte le informazioni sul Festival di Cannes nella nostra sezione.

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