Nell’analisi del box office dei film Marvel Studios si stanno confrontando due approcci che danno però risultati piuttosto diversi tra di loro. Il primo è quello preferito dagli analisti: ovvero comparare il successo di un film nel suo incasso totale rispetto alle altre opere che portano lo stesso titolo. Si sta osservando pertanto l’andamento degli incassi di Ant-Man and the Wasp: Quantumania comparandolo con quello dei primi due film. 

Il primo Ant-Man ha esordito incassando 57 milioni di dollari in Nord America è ha chiuso con 180 milioni in patria e 519 globalmente. Il secondo, Ant-Man and the Wasp ha avuto un weekend di apertura di 76 milioni di dollari in America, per un totale globale a fine corsa di 622 milioni. Ant-Man and the Wasp: Quantumania ha esordito nel mercato domestico con 105 milioni di dollari. Una buona notizia quindi, anche alla luce di una seconda settimana debolissima (lo vedremo a breve).

Il secondo approccio è globale: considera cioè il risultato del singolo capitolo come un indicatore dello stato di salute dell’intero franchise Marvel Studios. Un film viene letto insieme agli altri, in continuità proprio come quella narrativa dello studio, tenendo maggiormente conto anche delle aspettative e del ruolo che la storia ha nell’affresco globale. Ant-Man and the Wasp: Quantumania, come esordio della fase 5 e l’inizio di un percorso che porterà ad Avengers: The Kang Dinasty, va valutato pertanto con una scala diversa rispetto ai primi due episodi. L’esito finale della corsa al botteghino, letto in questo modo, potrebbe essere più pessimista. 

Qual è lo stato di salute del Marvel Cinematic Universe? Il botteghino preannuncia l’inizio di una crisi? La risposta degli esperti, per ora, è molto interlocutoria.

Quantumania

Il crollo di Quantumania alla seconda settimana è ormai un’abitudine Marvel

I prodotti dei Marvel Studios hanno una natura particolarmente front loaded. Il risultato della partita complessiva si decide cioè in gran parte nella prima settimana di sfruttamento cinematografico. La paura di spoiler, la voglia di scoprire per primi i colpi di scena e poterne poi discutere, porta i fan a riempire le sale con le prime proiezioni. Questo garantisce spesso esordi notevoli al box office, a cui seguono però crolli drastici la seconda settimana. 

Il film è calato del 69% dopo il suo esordio. Il maggiore crollo nel secondo weekend per un blockbuster Marvel. Un duro colpo che si inserisce però in un trend di inciampi nella seconda settimana accentuatosi in era post pandemica. Molti film della fase 4 si sono assestati su crolli simili. Black Widow era sceso del 67,8%, Thor: Love and Thunder del 67.6% Spider-Man: No Way Home del 67.5% e Doctor Strange nel multiverso della follia del 67%. 

Questi dati possono essere indice di uno scollamento tra la fan base più solida e il resto del pubblico di famiglie o di curiosi che non segue tutti i capitoli con fedeltà ma sceglie di volta in volta. Conta molto, nella tenuta della seconda settimana, anche la propensione a rivedere il film. Il CinemaScore è pertanto un indicatore importante. Ant-Man and the Wasp: Quantumania, ha ricevuto il magro risultato di una “B” (il peggiore per i Marvel Studios al pari di Eternals) che aveva anticipato il crollo negli incassi dopo l’esordio.

Quello che non preoccupa

Ad eccezione di Black Widow che era arrivato in contemporanea anche su Disney Plus, in un periodo di piena pandemia, tutti i film della fase 4 che hanno avuto un crollo maggiore al 67% sono arrivati a incassare sopra i 700 milioni di dollari. Si sono rivelati dei successi anche a fronte dei cali.

L’analista di Comscore Paul Dergarabedian ha parlato di Ant-Man and the Wasp: Quantumania. Secondo la sua analisi il calo del 70% nella seconda settimana è significativo e non può essere ignorato. Lo giustifica però secondo il principio di “più sono grandi, più la caduta fa male”. Attribuendo così la ragione alla natura fortemente front loaded del film. Nonostante un secondo weekend non esaltante il primo è stato il migliore della trilogia, oltre quella che è la naturale attrattiva del personaggio.

Un’altro fattore che giustificherebbe il calo di incassi è la propensione delle catene (soprattutto americane) a far pagare un biglietto maggiorato nel weekend di apertura dei blockbuster molto attesi. Secondo Variety la comparazione con il numero di biglietti venduti nel primo e nel secondo weekend dà un’immagine meno radicale della perdita di pubblico.

Nonostante ci sia qualche preoccupazione rispetto alla saturazione del mercato di cinecomic, gli analisti affermano di non avere elementi per capire se l’accoglienza di Quantumania inficerà anche i film futuri come I Guardiani della Galassia: Volume 3 o The Marvels.

Quantumania Marvel

Quello che preoccupa

Quando le date di uscita iniziano a slittare e lo studio diminuisce il numero di produzioni per concentrarsi sulla qualità, significa che qualcosa è successo. 

Il risultato di Cocainorso, che ha battuto Ant-Man and the Wasp: Quantumania il venerdì della seconda settimana, è un risultato ottimo per la Universal, imbarazzante per i Marvel Studios. Pur con un target simile, i due film hanno un budget e una portata ben diversa.

Un altro elemento di preoccupazione è, ovviamente, il costo di produzione. Si stima che Ant-Man and the Wasp: Quantumania sia costato 200 milioni di dollari, una cifra ben maggiore rispetto ai $130 milioni del primo film. L’incasso a fine corsa andrà rapportato a questo dato. Implica cioè che il film dovrà incassare con un moltiplicatore di due volte e mezzo del budget per essere considerato un successo.

Se la Marvel può essere “incoraggiata” dai risultati non eccellenti dei rivali (Black Adam, dal budget simile, ha chiuso sotto i 400 milioni), lo stesso non si può dire per un genere, il cinecomic, che sembra essere sempre meno foriero di successi garantiti. 

L’incertezza che porta con sé Ant-Man and the Wasp: Quantumania non è immediatamente segno di una crisi dei Marvel Studios. Nemmeno dell’inizio della sua fine. Se così fosse la conferma non arriverà da un singolo film ma dall’influenza che questo averà sui successivi. È ancora tutta da vedere quindi e la cautela è obbligatoria. 

Quello che è sotto gli occhi di tutti è invece che qualcosa è cambiato. La Marvel ha terminato la fase di crescita sicura al box office. La sensazione è che lo studio sia meno protetto, un po’ più vulnerabile, rispetto alla fase tre e all’inizio della quattro. Se c’è qualcosa da sistemare alla svelta non è tanto l’incasso di un singolo film, quanto l’adesione di critica e (soprattutto) pubblico al progetto generale. Il duplice rischio di saturazione e disaffezione è dietro l’angolo.

La Marvel non finirà con Ant-Man and the Wasp: Quantumania, ma potrebbe essere arrivata allo snodo più importante: quello di un assestamento. Il consolidamento su una fascia di pubblico notevole, ma  molto esperta e appassionata. Il resto dell’audience è da conquistare di film in film. La seconda settimana di programmazione.  

Fonte: Variety

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