Nel 1999 Matrix era il primo film dai tempi di Guerre Stellari ad essere stato seriamente pensato come un mondo.
Matrix era una mitologia non in quel senso animistico che i sequel ci avrebbero raccontato con una confusione intollerabile, ma nel senso che costumi, oggetti, stanze, color correction, arredi, tecnologie, nomi e design erano coerenti, pensati per esprimere l’evoluzione di una storia, tutto figlio degli eventi narrati. In questo (e non solo) Matrix era concepito nella stessa maniera in cui era stato generato Guerre Stellari. Diversamente dal film di Lucas era pensato non per fondere tradizione e modernità (western, samurai, fantasy e fantascienza) ma per tradurre la spettacolarità del cinema orientale al pubblico occidentale.
E questo era il principio della sua rivoluzione.

Non ci era riuscito Van Damme, non ci era riuscito Jackie Chan e nemmeno Bruce Lee ai suoi tempi, il combattimento corpo a corpo tecnico, espressionista o stilizzato ma comunque rapido e sofisticato ...