Harry Potter, la magia delle feste passa da Hogwarts: i motivi di un cambio di rotta tutto italiano

Harry Potter, da qualche anno, sta riscoprendo consensi a Natale. Durante il periodo festivo, la saga del mago più conosciuto del cinema e non solo, torna in chiaro nello Stivale e assume il ruolo di grande classico.

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Se durante queste festività natalizie, tra un pandoro e un panettone, avete preso in mano una bacchetta (non solo per cercare di cancellare con un incantesimo i propositi non rispettati di fine anno) è normale. La magia delle feste è arrivata non soltanto per sentito dire, ma anche e soprattutto grazie alla riproduzione in chiaro della saga di Harry Potter. Il numero di film tratti dai romanzi di JK Rowling è sempre lo stesso, ma ogniqualvolta viene riproposto sembra sempre di assistere a qualcosa di nuovo.

Il mago più conosciuto dell'etere cinematografico ed editoriale contemporaneo sta diventando un grande classico delle vacanze invernali. Eppure la saga non nasce come opera prettamente natalizia. I film, così come i libri, sono usciti in diversi periodi dell'anno. Anche in prossimità delle vacanze di Natale, ma non solo. Allora perché Harry Potter piace così tanto durante le feste? La risposta potrebbe essere banale, ovvero perché è ancora in grado di incollare davanti allo schermo grandi e piccini. C'è però dell'altro. Una ulteriore serie di motivazioni che spingono la televisione italiana a riproporlo in chiaro ogni volta che le case sono addobbate e prevalgono abeti e pungitopo.

Harry Potter, il miglior regalo di Natale

Il primo motivo riguarda Daniel Radcliff. L'attore che ha dato vita all'Harry Potter cinematografico ha avuto un successo senza precedenti, ma questo non è stato un bene. Almeno non sempre. Il giovane attore, infatti, venne selezionato per quel ruolo da molto piccolo e poi è cresciuto con il suo personaggio. Questo gli ha permesso di entrare dalla porta principale, ma sono arrivate anche molte sofferenze, rispetto al cinema e alle sue opportunità. Ormai Radcliffe era "bollato": la maschera di Harry Potter era diventata un'etichetta. Questo lo ha portato ad avere diversi problemi. Non solo lavorativi. "Quando giravo Harry Potter bevevo troppo perchè non riuscivo più a reggere la pressione del personaggio", ha dichiarato l'interprete.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue (2009)

Un percorso psicologico, poi, lo ha aiutato a uscire da quella che percepiva come una 'gabbia'. Una situazione simile l'hanno vissuta anche gli altri interpreti della saga. Quindi, rivederli a Natale, per molti, vuol dire fare i conti con una crescita (che vedono sullo schermo episodio dopo episodio) collettiva che costringe, in qualche maniera, a misurarsi con il cambiamento attraverso qualche piccola grande certezza.

Un'evoluzione collettiva

Oltre la struttura dei personaggi, ci sono le trame dei singoli intrecci. Harry e Ginny, Ron ed Hermione, Cho Chang e Cedrig Diggory, Ninfadora Tonks e Remus Lupin, fino alla "ship" più oscura: quella tra Bellatrix Lestrange e Voldemort. Una serie di unioni amorose possibili ed effettive che rendono la saga dei film ancora più intrigante sotto l'albero. Se è vero che, a Natale, sono tutti più buoni, Harry Potter agevola anche la quota gossip. Argomentazioni valide, volendo, anche durante il cenone di famiglia sperando non vada a finire come l'ultimo concilio del Signore Oscuro.

Harry Potter va bene in qualunque periodo dell'anno, ma a Natale in Italia assume anche un altro valore: quello di grande classico come soltanto i kolossal di un certo livello sanno essere. Le scene panoramiche, l'alternanza di castelli mastodontici e scorci mozzafiato. America, Inghilterra, mare, montagna, boschi. C'è davvero di tutto in sette film, anzi otto, che sotto le feste viene voglia (questo ripetono gli appassionati) di viaggiare insieme ai protagonisti della saga. C'è chi vorrebbe prendere il binario 9 e 3/4 e chi non riesce a trovare un diretto per andare a fare la settimana bianca. Almeno rivedere la serie di film può aiutare a pensare che, per viaggiare, volendo, possa bastare anche un incantesimo.

Il calore dell'amicizia contro la freddezza del destino

JK Rowling ha scritto i romanzi per fare addormentare i figli. O meglio: la saga di Harry Potter è nata perchè quelle vicende dovevano servire da anestetico per i più piccoli. Da un'idea è nato non solo un business, ma anche un rimedio contro la solitudine. Harry Potter, prima con i libri e poi con i film, ha tenuto compagnia a tutte quelle persone sole che – magari – anche a Natale non hanno situazioni familiari particolarmente piacevoli. Una favola come quella del mago più conosciuto del cinema rende giustizia anche a coloro che sembrano essere soli dando la possibilità a una rivincita. Un riscatto possibile premendo il tasto Play.

Tutto questo e anche di più può esserci dentro una maratona di film, ecco perché gli Harry Potter (tutti e otto) stanno diventando un appuntamento fisso sotto le feste perchè prima della trama, degli sviluppi, delle evoluzioni dei singoli personaggi, a vincere è l'atmosfera. Il freddo – che non dipende dalla stagione – di un destino dove sembra essere già tutto deciso si scontra con il calore umano e il valore aggiunto dell'unione di amici che si sono trovati per caso e hanno dato vita a una piccola grande rivoluzione. Lo spettatore medio si sta rendendo conto che, forse, sotto le feste, questa è l'unica morale di cui ha davvero bisogno.

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