Perché del colore della pelle della Torcia Umana non dovrebbe fregarci niente
La prossima Torcia Umana cinematografica sarà di colore e non c'è assolutamente nulla di cui lamentarsi
Articolo a cura di Giovanni di Giamberardino
Michael B. Jordan è afroamericano.
In cinque minuti i fan di tutto il mondo si sono mobilitati contro questa scelta, non limitandosi soltanto a criticare il casting in questione, ma a gettare fango sull’intera operazione ancor prima dell’inizio delle riprese. Perché? Perché il Johnny Storm creato da Stan Lee e Jack Kirby è biondo con gli occhi azzurri. Parliamoci chiaro, il web non è certo il luogo dei pareri moderati e dei giudizi ponderati, e star qui a pretendere diversamente non solo è fuori luogo, ma di un fuori luogo tendente al moralismo degno di affermazioni del calibro di «Ah, questi giovani d’oggi!» e «Dov’è che andremo a finire?». Non è neppure il primo caso in cui si parla male di un film basandosi sui nomi coinvolti, né sarà l’ultimo. Quando però ci si accorge che tra i numerosi commenti in coda a ogni nuova news riguardante il film quello più moderato è «Oddio la Torcia Umana si è abbrustolita», qualche riflessione è d’obbligo. Perché se la particolare violenza nei confronti di un film di cui non possediamo nemmeno uno straccio di immagine promozionale è imputabile
esclusivamente all’aver cambiato il colore della pelle di un personaggio molto conosciuto e amato, la questione non può che complicarsi. E non importa se alle redini del progetto c’è quel Josh Trank che con Chronicle ha ridato freschezza al genere supereroistico grazie a una delle poche storie originali di successo (il film ha incassato 126 milioni di dollari a fronte di un budget di 12 milioni) nel cinema degli ultimi anni. E non importa se il precedente adattamento dei Fantastici Quattro ha avuto come unico merito quello di lanciare la carriera di Chris Evans, pagandolo al prezzo dell’affossamento di un intero franchise. Quel che conta è che Johnny Storm nel fumetto è bianco e nel prossimo film sarà nero.
Su una questione seria come il colore della pelle è facile che gli animi si scaldino.
Di sicuro affrontare questa tematica con piglio paternalista non porta da nessuna parte e il rischio di sbrodolarsi in predicozzi poco utili è altissimo. Anche perché, parliamoci chiaro, battersi in difesa dell’equality non è certo l’imperativo di una multinazionale potente come la 20th Century Fox, che da questa vicenda è uscita doppiamente vincente. È difficile infatti che si discutesse del reboot di un titolo decaduto con lo stesso fervore e la stessa ansia anticipatoria, seppur negativa. Bene o male purché se ne parli, non si dice così? Di conseguenza il modo migliore per approcciare l’argomento è uno solo: limitarsi a spiegare le ragioni per cui del colore della pelle di Johnny Storm non dovrebbe fregarci niente. La questione è abbastanza semplice. L'etnia di Johnny Storm non è mai stata un tratto distintivo né del suo personaggio né del tema alla base del fumetto originale. Johnny ci viene presentato come il più giovane dei Fantastici Quattro, un ragazzetto
irrequieto e irresponsabile, una testa calda e un playboy, allo stesso tempo dotato di una lealtà, di una schiettezza e sincerità anche brutale. Come è evidente, niente di tutto questo è legato alla razza. Esistono certo supereroi la cui provenienza, sociale o geografica, si caratterizza come componente essenziale. Thor, in quanto dio vichingo, non può che essere biondo.
Non c’è nulla di assurdo oggi nel trovarsi di fronte a Sue e Johnny con un colore di pelle diverso. Chiaramente la nuova incarnazione del gruppo vuole presentare un modello di famiglia più aperto rispetto a quello comprensibilmente più rigido degli anni ‘60, e non c’è nulla di sbagliato. Il problema della razza di Johnny Storm è l’ultimo di cui bisognerebbe preoccuparsi nei rispetti di un film che, da quanto è stato annunciato, intende approcciare il genere supereroistico da un punto di vista nuovo. In un’epoca in cui ci si può imbattere in mille versioni della stessa storia, in cui Sherlock Holmes è sia Benedict Cumberbatch che Robert Downey Jr. che Jonny Lee Miller e John Watson può avere il volto di Lucy Liu, c’è ampio spazio per una Torcia Umana “abbrustolita”.
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