Antieroine alla riscossa
Nel nuovo capitolo di #lhadirettouna femmina: dalle villain reinventate come Harley Quinn e Cruella fino alla Sposa di Maggie Gyllenhaal: il cinema contemporaneo riscrive le cattive al femminile trasformandole in antieroine ribelli, libere e finalmente protagoniste.
Nell’epoca post #MeToo Hollywood si è resa conto di una cosa: le antieroine femminili vendevano biglietti e le donne, a casa e al cinema, sanno riconoscersi in quella rabbia e in quella voglia di emancipazione. È stato così che villain femminili - che però nel passato erano state ridotte a figure di sfondo - hanno messo in scena la loro trasformazione, resa possibile anche dall’arrivo di più registe e sceneggiatrici nel cinema mainstream.
Se a questo aggiungiamo che negli ultimi anni le registe hanno riscoperto l’horror come genere funzionale al racconto delle paure tipiche del femminile (il corpo, la maternità, il possesso, la mercificazione… pensate a Jennifer Kent e il suo Babadook ma anche a Julia Docournau con Titane ecc) ecco che mescolando queste due tendenze nasce il film di questo appuntamento della rubrica: La Sposa!
Il film di Maggie Gyllenhaal parte dal uno dei libri più amati della letteratura gotica: Frankenstein. Ma non racconta il mostro, o almeno non solo, alla regista interessa un passaggio molto analizzato proprio dalla critica femminista e cioè quello in cui lo scienziato decide di creare al mostro una compagna, per poi pentirsi della sua stessa decisione e distruggerla (la fa a pezzi!) prima che abbia vita. Perché lo fa? Ha paura di perdere il controllo sulla riproduzione dei mostri. In tutto il romanzo di Shelley lo scienziato cerca di creare eliminando dall’equazione il femminile.
Stavolta però la scienziata (donna!) libera per il mondo La Sposa che parte alla scoperta del proprio corpo, della propria identità, di quello che la circonda. E decidere di farsi conoscere solo come “Sposa” significa riconoscere il modo in cui il mondo l’ha definita e allo stesso tempo riappropriarsi di quella definizione.
Tra tip tap, inseguimenti, sparatorie è nata una antieroina che brilla anche grazie alla sua interprete Jesse Buckley e che è pronta a rivendicare autonomia, identità e desiderio di esistere nel mondo.