Buon compleanno Daniel Craig: 5 film imperdibili per scoprire il talento dell'attore 58enne oltre James Bond
Il 2 marzo 1968 nasceva a Chester uno degli attori più sottovalutati della sua generazione, un interprete capace di molto più dei tronchetti rossi sulla spiaggia di Nassau.
Quando nel 2005 la produzione Eon annunciò Daniel Craig come il nuovo James Bond, la reazione del pubblico britannico fu quasi ostile. Troppo biondo, troppo basso, troppo "teatrale" per un ruolo che in tanti immaginavano dovesse tornare al fascino easy di Pierce Brosnan. Poi arrivò Casino Royale e la conversazione cambiò radicalmente. Ma la cosa che ancora sfugge a molti è che Craig, nei vent'anni precedenti, aveva costruito una filmografia solida e coraggiosa, fatta di scelte tutt'altro che commerciali. 58 anni domani, e vale la pena celebrarli guardando al di là di Aston Martin e cocktail agitati.
I cinque film che raccontano il vero Craig
"Layer Cake" (2004) — Il film che convinse i produttori di Bond. Matthew Vaughn dirige questo noir londinese in cui Craig interpreta un trafficante di droga senza nome che vuole uscire dal giro prima che sia troppo tardi. Elegante, cinico, con una violenza che scatta senza preavviso. La performance è fredda e magnetica, esattamente il tipo di controllo emotivo che poi avrebbe portato a Bond. Chi lo vide allora capì subito che questo attore era diverso.
"Road to Perdition" (2002) — Sam Mendes — lo stesso regista di Skyfall e Spectre — lo dirige in un ruolo secondario ma indimenticabile: un sicario viscido e codardo, figlio prediletto di un boss della mafia irlandese interpretato da Paul Newman. Craig ruba ogni scena in cui appare, costruendo un personaggio ripugnante con una precisione chirurgica. Accanto a Tom Hanks e Newman, non scompare — anzi."Knives Out" (2019) — Rian Johnson gli affida il detective Benoit Blanc, con un accento del Sud americano volutamente sopra le righe e un umorismo secco che Craig non aveva mai mostrato così apertamente. Il film è un gioco brillante, ma è lui il centro di gravità: capace di essere comico senza diventare macchietta, autorevole senza essere pesante. Il sequel Glass Onion ha confermato che Blanc è probabilmente il personaggio più divertente della sua carriera.
"Defiance" (2008) — Passato quasi inosservato nell'anno di Quantum of Solace, questo film di Edward Zwick racconta la storia vera dei fratelli Bielski, ebrei bielorussi che organizzarono una resistenza partigiana nelle foreste durante l'occupazione nazista. Craig porta sullo schermo un personaggio spietato e contraddittorio, che fa scelte moralmente discutibili per proteggere centinaia di rifugiati. Una delle sue prove più intense, lontanissima da qualsiasi glamour.
"Dream House" (2011) — Dimenticato quasi subito, ingiustamente. Un thriller psicologico che si regge interamente sulle spalle di Craig, qui nel ruolo di un uomo che scopre che la casa in cui si è appena trasferito con la famiglia è stata teatro di un omicidio. Il film ha i suoi difetti, ma Craig costruisce una progressione emotiva che pochi attori avrebbero saputo gestire con quella sottigliezza. Vale la visione già solo per capire cosa sa fare quando la sceneggiatura gli lascia spazio.
Cinquantotto anni, cinque Bond, una carriera costruita scegliendo i rischi giusti. Buon compleanno, Daniel.
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