Codice Magnum è una miniera di aneddoti
Codice Magnum, il film grazie al quale Schwarzenegger imparò a recitare, è anche una fonte inesauribile di storie – alcune assurde, alcune parecchio tragiche
La storia di Codice Magnum – intesa come “storia produttiva” – è talmente interessante, assurda e prevedibile insieme, con una tale quantità di personaggi da romanzo e di intrecci produttivi di ogni genere, che viene quasi la tentazione di parlare solo di quella, ignorando tutto ciò che succede dentro il film. Volete sapere alcune delle parole chiave legate al film di John Irvin? “Bancarotta”, “scioglilingua”, “Marion Cobretti”, “comunismo”, “mani tagliate”, “Shakespeare”. Vi bastano? Siamo stati convincenti? Volete saperne di più? Allora continuate a leggere: tra poco parleremo di Atto di forza.
LEGGI: Arnold Schwarzenegger sarà il protagonista di una nuova serie prodotta per Netflix
LEGGI: Arnold Schwarzenegger, Jason Blum annunciano che il cinema è tornato!
Tra i progetti che DEG non aveva ancora cominciato a sviluppare, invece, c’era quello di Atto di forza, che al tempo era ancora “un film scritto dagli sceneggiatori di Alien”. De Laurentiis ci teneva tantissimo: avrebbe voluto Richard Dreyfuss o Patrick Swayze nei panni del protagonista, e nelle sue intenzioni il film tratto dal romanzo di Dick sarebbe dovuto essere la primissima produzione americana di DEG. Il problema è che le cose non andarono così lisce (la storia produttiva di Atto di forza merita un approfondimento a parte), e de Laurentiis si vide costretto a mettere in pausa il progetto e a spostare i suoi sforzi altrove. Tra questo altrove c’era tra l’altro la necessità di fare ancora qualche film con Arnold Schwarzenegger, che dopo il successo di Conan si era legato a DDL con un contratto pluri-filmico.

Schwarzenegger viene a sapere dell’esistenza di Atto di forza e decide che vuole essere lui il protagonista (come si legge sempre in quest’intervista che abbiamo già citato sopra)
de Laurentiis non ne vuole sapere, probabilmente (idea nostra) perché pensa che Arnie non sia all’altezza del ruolo
i contratti vanno però rispettati, per cui Schwarzenegger accetta di fare il protagonista in un altro film in preparazione per DEG, che è appunto Codice Magnum. In cambio, l’accordo tra lui e de Laurentiis viene considerato concluso nonostante ci siano ancora, in teoria, film da girare, e Schwarzy è finalmente libero di fare quello che vuole
la produzione di Atto di forza passa di regista in regista e di sceneggiatore in sceneggiatore ma non va, di fatto, da nessuna parte, fino a che DEG va in bancarotta e viene ceduta a Carolco Pictures (quella di, tra gli altri, Rambo e Terminator)
a questo punto Schwarzenegger torna alla carica, convince Carolco ad acquistare i diritti di Atto di forza e a scegliere lui come protagonista, e il resto è storia
In tutta questa altalena di emozioni e di fallimenti, che si concentra tutta sul film che alla fine verrà diretto da Paul Verhoeven, l’esistenza di Codice Magnum è quasi una casualità, se non un incidente di percorso. È un film che esiste per onorare un contratto e levarsi di mezzo un problema, che venne accolto malissimo dalla critica e altrettanto male dal pubblico e che viene spesso indicato come una delle cause del fallimento di DEG (il fatto che fosse tra i primi film della produzione, fallita due anni dopo a seguito di una serie di altri flop, è apparentemente poco importante).

Eppure è difficile voler male a Codice Magnum. È il primo film nel quale Schwarzenegger deve recitare per davvero, nel senso che deve uscire dal personaggio che il suo corpo statuario gli ha costruito addosso e deve calarsi nei panni di un poliziotto sotto copertura che con i suoi modi educati e la sua parlantina deve convincere un boss mafioso a farlo lavorare per lui. E gli viene anche bene, al netto di un paio di battute-scioglilingua che lo mettono chiaramente in difficoltà:
Infine c’è la vicenda di uno dei due sceneggiatori, Gary DeVore, che lavorò insieme a Norman Wexler su una storia scritta da Luciano Vincenzoni e Sergio Donati (un titolo per uno: Giù la testa, C’era una volta il West). DeVore, che dopo Codice Magnum firmò un paio di altri film senza che la sua carriera esplodesse mai per davvero, è morto nel 1997: sparì una notte mentre guidava da Santa Fe a Santa Barbara, e la sua macchina venne ritrovata solo un anno dopo – dal sedile mancava il computer che conteneva la sua nuova sceneggiatura, e soprattutto dal corpo di DeVore mancavano le mani. Ancora oggi il suo omicidio è irrisolto, ma nel 2014 un documentario, The Writer with no Hands, propose la teoria che dietro la sua morte ci fosse un qualche complotto governativo.
