Come John Woo ha cambiato l’action a Hollywood
C’è un mondo dell’action a Hollywood prima e dopo John Woo: vi raccontiamo come e perché, in attesa che Silent Night - il silenzio della vendetta cambi di nuovo le carte in tavola
Silent Night - il silenzio della vendetta è al cinema dal 30 novembre
Spesso, quando si parla di influenza di un autore, si tende a concentrarsi sulle questioni tematiche, su idee ricorrenti che possono diventare ossessioni. Non tutti i film ispirati a Lynch contengono delle tende rosse, ma tutti in qualche modo parlano di confusione tra realtà e fantasia o tra diversi piani di realtà, e possono essere descritti come “onirici”. Il bello di John Woo, che lo rende così identificabile come matrice a partire dalla quale si sono sviluppati gli ultimi trent’anni di action a Hollywood, è che la sua influenza è invece prevalentemente estetica. Non tutti i film influenzati da John Woo trattano i suoi temi preferiti, lui che nel periodo più puramente action della sua carriera a Hong Kong ha raccontato storie di criminali, di poliziotti e del pericoloso incrocio tra questi due estremi che spesso arrivano a toccarsi; e in fondo nemmeno tutti i film di John Woo trattano i suoi temi preferiti! Lui per esempio non ama la fantascienza, ma ha diretto comunque un film tratto da Philip Dick, Paycheck (che d’accordo, non è la sua opera migliore, diciamo).
Ma guardate questa foto, e ripensate a quante volte l’avete vista replicata negli ultimi trent’anni. Potremmo aprire un elenco infinito: Matrix, John Wick, The Raid, Max Payne, qualcosa di Tarantino, qualcosa di Rodriguez, tutti i Mission: Impossible successivi al secondo, Fast and Furious… John Woo è arrivato a Hollywood con alle spalle una lunga esperienza tra wuxia, gun fu e bullet ballet, ma soprattutto con un bagaglio strabordante di immagini memorabili e riutilizzabili in una miriade di contesti diversi, come dimostra il fatto che siano state appunto riutilizzate in una miriade di contesti diversi – ci sono momenti ispirati ai film di John Woo persino in un paio di capitoli di Shrek, per intenderci.
Eppure, nonostante facesse da un quarto di secolo film strapieni di elementi occidentali per quanto hongkongizzati, all’inizio degli anni Novanta John Woo era ancora un mezzo sconosciuto negli Stati Uniti. Piaceva ai cinefili, agli orientalisti e a quella ristretta fetta di pubblico che amava sbattersi per recuperare improbabili VHS di importazione con gemme (da Hong Kong ma anche dal Giappone e poi dall’India) che non avevano alcuna speranza di ottenere una distribuzione cinematografica – in sostanza piaceva a Tarantino, e piaceva anche ad altri grandi autori che l’avevano scoperto a questo o quel festival, o perché qualcuno gliene aveva parlato. Ma non era ancora arrivato al pubblico vero, quello che riempie le sale.
Per arrivarci passò dai festival, appunto: The Killer venne presentato al Sundance, per esempio, e quattro anni dopo Hard Boiled a Toronto. Proprio quest’ultimo conobbe per la prima volta una qualche forma di passaggio in sala negli Stati Uniti, dove venne accolto abbastanza bene da convincere sia Hollywood, sia lo stesso Woo che fosse arrivato il momento di tentare il salto di oceano.
Con il suo ingresso sulla scena hollywoodiana, e di conseguenza la rapida riscoperta delle sue opere precedenti che cominciarono a ricevere l’attenzione che avevano sempre meritato ma mai ottenuto, il pubblico si rese conto di quanto il suo modo di mettere in scena certe situazioni fosse il migliore possibile, un sogno, un modello al quale aspirare e dal quale farsi ispirare. Post-2000 ci fu, nell’action e non per forza solo lì, un’esplosione di johnwoo-ismo: era impossibile in quegli anni vedere un film di genere senza imbattersi in un po’ di slow mo artistica, o in una sparatoria infinita che termina con uno stallo alla messicana, o in un volo di uccelli usati in maniera simbolica. Il piano sequenza come massima manifestazione di creatività, talento e anche rigore artistico, usato solitamente in una scena madre con tanta azione e pochi dialoghi? Ecco da dove viene:
In fondo è molto facile spiegare come e perché John Woo abbia cambiato l’action a Hollywood: basta chiederlo ai Tarantino e ai Rodriguez ma anche ai Chad Stahelski e ai Gareth Evans e ai Phil Abraham (quello che ha diretto la prima delle tante scene di botte in piano sequenza della serie Daredevil)… Vi diranno tutti la stessa cosa, o una variazione sul tema: ho visto i suoi film, ho capito che certe cose si possono girare in questo modo, ho cominciato a provarci anch’io. Tutti quanti vogliono essere John Woo, da quando hanno scoperto Hard Boiled se non da prima: non sono in tanti a poter vantare un impatto simile sulla storia del cinema.
Silent Night - Il silenzio della vendetta è al cinema dal 30 novembre
Vi ricordiamo che Silent Night - Il silenzio della vendetta, con protagonista Joel Kinnaman, arriverà nelle sale italiane il 30 novembre: le prevendite sono già aperte, potete scoprire le prime sale disponibili in questa pagina. Il film ha la particolarità di essere privo di dialoghi, ma preserva lo stile inconfondibile del regista, che porta alla sintesi estrema il suo approccio al cinema action, concentrandosi proprio sull'azione. Sarà una nuova svolta per questo genere? Il tempo ce lo dirà, ma se c'è un regista che può dettare le regole del cinema action, questo è John Woo...
Articolo in collaborazione con Plaion Pictures