Comics Reloaded: Il Signore dei Ratti, di Leo Ortolani
Riscopriamo Il Signore dei Ratti, la parodia a fumetti della celebre trilogia fantasy scritta e disegnata da Leo Ortolani
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
L'operazione nasce sull'onda della popolarità ritrovata grazie alla trilogia appena conclusa sul grande schermo, come si intuisce anche dalla copertina dell'albo, ispirata alla locandina di La Compagnia dell'Anello.
Si tratta di una delle parodie più ricche realizzate da Ortolani, che sfrutta molti elementi originali delle sue opere, a cominciare dal cast di Rat-Man: l'eroe con le orecchie da topo qui interpreta Bolo/Frodo, Brakko è Granbrakko/Aragorn (approfittando del soprannome "Grampasso"), mentre Cinzia è l'elfo Annabello/Legolas.
Molto azzeccato il riutilizzo delle dinamiche tra Aldo e Giuda di Venerdì 12 per la coppia Bulbo/Sauron e Sofferenzio/Gollum, così come l'ovvio casting del Ragno nei panni di Shelob. Inoltre, le gag con Nano - uno dei personaggi meglio riusciti grazie al tormentone legato al suo mutismo e alla sua immobilità - ricordano il meccanismo comico utilizzato solitamente con Piccettino.
È evidente che Ortolani si sia divertito molto durante la stesura de Il Signore dei Ratti, assemblando un universo fantasy con nomi di luoghi presi dal territorio parmense, ma che, nonostante ciò, risultano ottimi per un contesto fantasy.
Tra tanti volti noti "riciclati" dagli altri fumetti dell'autore, spicca la caricatura di Ian McKellen per Sedobren Gocce, realizzata ricalcando fedelmente il Gandalf cinematografico. In fase di progettazione era stato preso in considerazione anche un Saluber/Saruman interpretato da Christopher Lee, ma il personaggio non è poi stato incluso nella versione finale.
Rimpiangiamo soprattutto l'assenza di Tom Bombadil, che sarebbe stato preso di mira ironizzando sulla sua esclusione dai film, salvo poi subire lo stesso destino anche nei fumetti. Ortolani avrebbe voluto anche inserire tanti Cioppy nel ruolo dei Mannari, o le Miniere di Moira in cui i protagonisti avrebbero trovato scheletri di elefanti e la parrucca di Moira Orfei, ma anche queste idee sono state sacrificate.
È un peccato che tutto questo materiale non sia stato incluso, e, considerando l'importanza del romanzo su cui si basa la parodia, l'autore avrebbe potuto benissimo sviluppare il fumetto in tre parti. Ma l'impegno su Rat-Man e le scadenze in generale lo hanno costretto a realizzare questo albo speciale senza ulteriori progetti di sviluppo; l'unico rimpianto di Ortolani resta quello di non aver ancora visto la versione a colori de Il Signore dei Ratti. Ma, chissà, forse prima o poi anche questa edizione raggiungerà gli scaffali delle fumetterie, per la gioia del Ragno.