Commedie di successo: un bene o un male?
Fino a poche settimane fa, si decantava la commedia italiana educata e di successo. Ora, i mass media sembrano essersi accorti che qualcosa non va. Era ora...
Rubrica a cura di Colinmckenzie
Ovviamente, tutto era partito da Benvenuti al sud, pellicola che francamente non è stata accolta con entusiasmo dai mass media al momento della sua uscita, salvo ripensarci quando ha incassato cifre record. Dicorso simile per l'enorme successo di Checco Zalone, che a inizio gennaio è stato inserito nell'elenco dei comici educati e non volgari, cosa su cui avevo avuto da ridire. Poi, con l'arrivo in contemporanea di Qualunquemente e Immaturi, il vento è stranamente cambiato.
Infatti, a questo punto i nostri critici si svegliano e si rendono conto che queste simpatiche commediole non sono esattamente corrosive e destabilizzanti, ma anni luce distanti dai grandi lavori di Monicelli e Risi. Iniziano a uscire pareri in questo senso, alcuni interessanti (un pezzo di Michele Anselmi), altri paradossali (un articolo di Mereghetti, che evidentemente si è scordato di quando esaltava lo stesso tipo di prodotti poche settimane prima). L'opinione più interessante e motivata (anche se un po' in ritardo) è stata quella di Fabio Ferzetti, che ha giustamente notato diverse mancanze tecniche e contenutistiche di questi prodotti.
Il problema vero, comunque, è un altro, ossia la miopia dei mezzi di informazione, incapaci di capire che non si può vivere di sola commedia e che quindi c'era ben poco da gioire qualche settimana fa. Ora, la speranza è di non vedere prodotte solo pellicole leggere. Nel caso, non sarà difficile capire chi è tra i coresponsabili di questo stato...