Frank Silva e BOB: la storia dell'indimenticabile volto Twin Peaks
Frank Silva è il volto di BOB in Twin Peaks. Il ricordo di un amico ci permette di conoscere meglio l'uomo dietro al personaggio
Quasi a condividere la sorte dei personaggi di Twin Peaks anche l’attore Frank Silva è stato legato per tutta la sua vita al personaggio. Un “doppio” artistico, un carattere fittizio che gli ha lanciato la carriera e al contempo l’ha imprigionato. Frank Silva era quanto di più distante da BOB. Era all’opposto del suo personaggio: un tipo solare, allegro, vitale e consapevole del suo aspetto inquietante con cui amava giocare.
Ma chi era Frank Silva fuori dal set? Qual è la sua storia di successi e crisi finita tragicamente troppo presto?
Il sito web Welcome to Twin Peaks ha pubblicato un toccante ricordo dell’attore redatto dall’amico Henry Lewis. I due si sono conosciuti proprio sul set dell’opera di David Lynch.
Frank Silva, attore per caso
Nonostante BOB sembri scritto proprio per calzare il volto del suo interprete, Frank Silva incrociò il ruolo quasi per caso. Lavorava nel mondo della televisione desideroso, come tanti suoi colleghi, di riuscire un giorno a sbarcare il lunario. Nel frattempo si manteneva lavorando sui set come parte della film crew che lavorava dietro le quinte.
Il volto giusto, nella posizione giusta, occhi indecifrabili, lontani, che Lynch riuscì a catturare facendolo entrare nella nella storia della televisione.
Leggi: Kyle MacLachlan ricorda il gran lavoro con gli effetti speciali fatto da David Lynch con Dune
Leggi: Twin Peaks Il Ritorno è il miglior film del decennio secondo Cahiers du Cinéma
La personalità
Secondo la testimonianza dell’amico Henry, Frank Silva non era affatto come il suo personaggio. Aveva un carattere solare, era pieno di energie. “Era impossibile essere in un gruppo senza che Frank diventasse il centro dell’attenzione tanta era la sua esuberanza”.
Frank sognava di poter visitare il Giappone grazie al tour promozionale di Twin Peaks. La serie era infatti, a sorpresa, riuscita a conquistare quel pubblico. Con i primi ruoli di attore si trasferì a Silver Lake, un’area di Los Angeles dai costi proibitivi. Amavaospitare gli amici in cene dove li intratteneva con il suo senso dell’umorismo e con balli di flamenco che molto amava.
Il declino e la morte
Frank e l’amico si persero di vista dopo la fine delle riprese di Twin Peaks. Era riuscito a realizzare il suo sogno di vedere il Giappone, ma Hollywood l’aveva messo da parte. Non era riuscito a trovare altri ingaggi di peso una volta lasciata la fantasia di Lynch.
Gli amici riuscirono a rintracciarlo e gli trovarono un luogo in cui stare a Seattle, dove poteva ricevere l’assistenza necessaria. Frank venne trovato morto nel proprio appartamento qualche tempo dopo, nel 1995.
I pochi anni di successo non lo lanciarono nell’Olimpo delle stelle, ma gli permisero di realizzare alcuni sogni personali. E soprattutto le sue poche apparizioni, il suo esiguo screentime, non furono un limite alla potenza del suo volto. Quello sì, che entrò nella storia dell’audiovisivo e nell’immaginario collettivo. Si impossessò dei brividi di notte, quando cala la luce e, prima di chiudere gli occhi, guardiamo in fondo al letto.