Harley Davidson & Marlboro Man è un film che copia tutto a tutti e a suo modo è originalissimo
Harley Davidson & Marlboro Man compie 30 anni. Don Johnson e Mickey Rourke come Butch Cassidy e Sundance Kid del futuro (passato)
“Dove devi andare?” “Non so, dove capita” "Sali ti ci porto io”.
Però che film che è Harley Davidson & Marlboro Man!
Eccezionale già a partire dal titolo: un product placement senza ritorno economico. Proprio in apertura ci viene ben spiegato che la Harley e la Marlboro non c’entrano niente con l’opera. Assurdo: Don Johnson e Mickey Rourke interpretano praticamente due archetipi dei rispettivi prodotti. Appaiono in scena come se venissero direttamente dagli spot delle aziende.
Sta qui il “buddy movie”: due amici diversissimi tra di loro, ma con la stessa concezione di come si "usa" il mondo. Il bar in cui sono cresciuti sta chiudendo, schiacciato dai debiti e dalla modernità. Le banche chiedono sempre più soldi, tutto ciò che non si è evoluto viene spazzato via. Eppure quel locale ha un significato per chi lo frequenta, ed è per questo che un manipolo di uomini (tra cui i nostri due eroi) è disposto a tutto pur di salvarlo. Anche rapinare la banca che sta strozzando il locale con i debiti; un circolo di denaro positivo alla Robin Hood.
Le cose non vanno però il verso giusto. All’interno del camion blindato non c’è il denaro ma una nuova droga che sta impazzando per la città in un giro d'affari gestito proprio dalla corporation.
Per ambientazione, esecuzione, e stile visivo Harley Davidson & Marlboro Man sembra vicino alla fantascienza di 1997: Fuga da New York. È solo la superficie, che maschera la vera ispirazione del film: Butch Cassidy.
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Dalla pellicola del 1969 di George Roy Hill c’è tutto: a partire dall’idea di due “duri ma buoni” in fuga da un nemico inesorabile. Butch e Sundance venivano braccati dagli uomini della banca dotati di una grande abilità da segugi. Allo stesso modo Harley e Marlboro fuggono dai killer dotati però di tracciatori elettronici nascosti. Gli tocca anche fare un tuffo nell’acqua per salvarsi da un momento di stallo in loro sfavore proprio come nel classico di Hill.
Il fatto è che Harley Davidson & Marlboro Man fu odiosissimo all’uscita. Candidato a tutti i peggiori premi possibili e stroncato senza appello. Uno di quei fatti strani, che ogni tanto accadono nel cinema, dove un’opera pienamente degna si becca l’odio sincronizzato di tutti. Per fortuna ci fu il pubblico televisivo, che si è fidelizzato a sufficienza da volergli bene.
Non è difficile farlo, bisogna solo lasciar perdere la plausibilità, l’eccesso di battute ad effetto, qualcuna eccessivamente autocompiaciuta (il discorso sull’esistenza di Dio), e godersi la strada. Butch Cassidy iniziava nella leggenda, mostrando dei finti cinegiornali durante i titoli di testa. Nel finale la sorte restava in sospeso per rientrare nel “sentito dire”. I due pistoleri saranno sopravvissuti? Forse sì, nella nostra fantasia. Harley Davidson & Marlboro Man se ne sbatte altamente dell’alone mitico dei suoi personaggi. E lo fa sul finale dopo che per tutto il film ha cercato di costruirlo!
Il cinema è questa cosa qui. Un’immagine già vista mille volte, ma che in contrasto con qualcosa di diverso (come la città futuribile del film) ritorna a significare qualcosa. Per un film che sembra costretto a citare tutto ciò che gli viene a tiro, che ha due marche sin dal titolo e due attori che hanno firmato il contratto solo per soldi (inizialmente), arrivare a raccontare la libertà con un’immagine così toccante e ben inserita è un trionfo assoluto.
C’è il capitalismo malvagio contro chi vuole solo vivere e lasciar vivere: due autoesiliati dalle grandi città, contro le corporation internazionali. Ma ci sono anche due cowboy molto diversi che non sparano per uccidere. Uno dei due addirittura non lo sa fare! C’è una moto vecchia viene abbattuta come un cavallo sofferente. La rapina al treno è fatta sulle strade roventi dove non si vedono sceriffi, ma solo guerrieri. I cowboy del futuro non nascono nel deserto arido, ma sono generati da quello di Las Vegas e per questo hanno un debole per le scommesse.