He-Man, dai giocattoli Mattel al cult del 1987: i retroscena e le curiosità più sorprendenti di un cult senza tempo
Prima dei cinecomic miliardari c’era He-Man, che conquistò milioni di bambini con giocattoli e cartoni animati. E prima di "Masters of the Universe c'era "I dominatori dell'Universo". Ma come nacque questo fenomeno? I retroscena più curiosi del live action del 1987 con Dolph Lundgren.
I bambini degli anni Ottanta lo sanno bene. Se nelle camerette delle sorelline spiccava la casa di Barbie e il camper rosa, la loro era l’universo di He-Man, un supereroe con il caschetto biondo che sapeva combattere i cattivi con la magica Spada del Potere. E quando nel 1987 nelle sale arrivò “I dominatori dell’universo”, il pubblico si trovò davanti a qualcosa di insolito: un film fantasy e fantascientifico tratto da una linea di giocattoli. Oggi può sembrare normale vedere franchise nati da fumetti, videogiochi o perfino giochi da tavolo trasformarsi in kolossal cinematografici, ma negli anni Ottanta l’operazione era decisamente innovativa.
La pellicola diretta da Gary Goddard, con Dolph Lundgren nei panni di He-Man e Frank Langella in quelli di Skeletor, non fu un successo al botteghino, ma col tempo è diventata un vero cult per un’intera generazione. Ma facciamo qualche passo indietro: tutto comincia nel 1981, quando Mattel lancia la linea di action figure “Masters of the Universe”. Le figure muscolose, coloratissime e ricche di accessori conquistano rapidamente il mercato. A differenza di molti altri giocattoli dell’epoca, però, questi personaggi non avevano alle spalle una storia consolidata. Per dare loro identità e profondità narrativa vennero creati mini fumetti allegati alle confezioni, che iniziarono a raccontare le battaglie tra He-Man e Skeletor sul pianeta Eternia.Il vero salto di qualità arrivò nel 1983 con la serie animata “He-Man e i dominatori dell’universo”, prodotta dalla Filmation. Oggi viene ricordata come uno dei simboli assoluti dell’animazione anni Ottanta, ma all’epoca rappresentò anche un piccolo terremoto nell’industria televisiva. Per molti storici dell’animazione fu infatti il primo caso di serie realizzata specificamente per sostenere una linea di giocattoli già esistente. Il successo fu enorme: 130 episodi in due stagioni, trasmissioni in tutto il mondo e una popolarità che trasformò He-Man in un fenomeno globale.
Fu il cartone a definire l’immaginario che ancora oggi il pubblico associa alla saga: il principe Adam che si trasforma in He-Man grazie alla Spada del Potere, il Castello di Grayskull, Battle Cat, Teela e naturalmente il perfido Skeletor. Senza il successo della serie animata probabilmente il film del 1987 non sarebbe mai esistito. E neanche Masters of the Universe uscito in Italia il 4 giugno scorso. Il film “I dominatori dell’universo” racconta una fase particolarmente drammatica della guerra tra il bene e il male. Skeletor è vicino alla vittoria e ha ormai conquistato gran parte di Eternia. He-Man, insieme a Teela, Man-At-Arms e all’inventore Gwildor, tenta una disperata controffensiva.
Durante la fuga, però, gli eroi finiscono accidentalmente sulla Terra, nella California contemporanea. Qui incontrano due ragazzi, Julie e Kevin, che entrano loro malgrado nel conflitto. Mentre Skeletor cerca di impossessarsi della Chiave Cosmica che apre portali tra mondi diversi, He-Man deve trovare il modo di tornare su Eternia e fermare il suo nemico. Nel cast oltre ai due protagonisti appaiono Chelsea Field, Meg Foster e una giovanissima Courteney Cox, molti anni prima del successo mondiale ottenuto con la sitcom “Friends”.Ma il film nacque nel momento sbagliato. Uno dei retroscena più sorprendenti infatti riguarda proprio il tempismo della produzione. Quando il progetto venne avviato, il fenomeno He-Man era ancora fortissimo. Tuttavia, al momento dell’uscita, la cosiddetta “He-Man Mania” stava già rallentando e le vendite dei giocattoli erano in calo. Questo contribuì a limitare gli incassi del film. Il pubblico che pochi anni prima impazziva per Eternia stava iniziando a rivolgere l’attenzione verso nuovi fenomeni dell’intrattenimento. Il risultato fu un box office inferiore alle aspettative, tanto da cancellare rapidamente ogni ipotesi di sequel.
La curiosità più evidente riguarda proprio l’ambientazione. Chi conosce il cartone animato ricorda che gran parte delle avventure si svolgevano su Eternia. Nel film, invece, la maggior parte della storia è ambientata sulla Terra. Per quale motivo? Semplicemente per ragioni economiche. Ricostruire gli immensi palazzi, i paesaggi fantastici e le creature del mondo di He-Man avrebbe richiesto un budget molto più elevato. La produzione decise quindi di spostare l’azione nella California contemporanea, riducendo drasticamente i costi.
Molti fan criticarono questa scelta, ma oggi rappresenta uno degli elementi più caratteristici della pellicola. Poi c’è Dolph Lundgren: è incredibile ma lo ritroviamo nei panni di Uomo Macho in Masters of the Universe. Oggi è difficile immaginare in generale un He-Man diverso da Dolph Lundgren (non me ne voglia Nicholas Galitzine) ma inizialmente la produzione aveva valutato altri nomi.
Tra le indiscrezioni più persistenti c’è quella che vedeva Sylvester Stallone tra i possibili candidati, ma fine il ruolo andò all’attore svedese, reduce dal successo di “Rocky IV”, dove aveva interpretato il memorabile Ivan Drago. Lundgren affrontò gran parte delle scene d’azione senza controfigure e, nonostante l’accento svedese molto marcato, riuscì a mantenere la propria voce nel film. Negli anni successivi confessò di essersi pentito della scelta, salvo poi rivalutare l’opera quando divenne un cult amatissimo dai fan. Molti spettatori inoltre ricordano il film soprattutto per l’interpretazione di Frank Langella che oggi con il nuovo live action ha passato il testimone a Jared Leto. L’attore accettò il ruolo perché i suoi figli erano grandi appassionati di He-Man e decise di affrontarlo con la stessa serietà riservata alle produzioni teatrali.
Tuttavia molti protagonisti iconici della serie animata non compaiono nel film. L’assenza più evidente è quella di Orko, il piccolo mago volante amatissimo dai bambini. In origine avrebbe dovuto avere un ruolo importante, ma gli effetti speciali necessari per animarlo avrebbero fatto lievitare i costi. Per questo motivo venne creato Gwildor, personaggio originale concepito come alternativa più economica. Anche Battle Cat e altri personaggi molto popolari furono esclusi per ragioni di budget.
Pochi sanno inoltre che Gary Goddard era un grande ammiratore del fumettista Jack Kirby, uno dei padri dell’universo Marvel e creatore dei Nuovi Dei della DC. Il regista aveva tentato senza successo di realizzare un adattamento dei personaggi di Kirby e inserì nel film diversi richiami alla sua opera. Alcuni elementi dell’estetica di Skeletor, della Chiave Cosmica e dei portali dimensionali ricordano infatti le invenzioni visive del celebre autore. Per molti appassionati, “I dominatori dell’universo” rappresenta anche un omaggio non dichiarato alla fantasia di Kirby.
“Masters of the Universe”, diretto da Travis Knight ha cambiato l’approccio narrativo. Se il film del 1987 portava rapidamente He-Man sulla Terra per contenere i costi, il reboot dedica molto più spazio a Eternia e alla costruzione del suo universo fantasy. Inoltre racconta il percorso che porta Adam a diventare l’eroe destinato a impugnare la Spada del Potere. Si tratta quindi non di un seguito, ma di una reinterpretazione moderna che guarda direttamente alle origini del franchise nato con i giocattoli Mattel.
Ma dove vedere oggi il film del 1987? “I dominatori dell’universo” è disponibile periodicamente in streaming e in cataloghi digitali a noleggio o acquisto. La disponibilità può variare nel tempo tra le diverse piattaforme, ma il film è reperibile anche in edizioni DVD e Blu-ray dedicate ai cult degli anni Ottanta. Al momento è disponibile su Amazon Prime. A quasi quarant’anni dalla sua uscita, resta un’opera imperfetta ma affascinante, perché racconta un’epoca, un momento irripetibile della cultura pop.