House of Gucci: la storia vera e le differenze con il film con Lady Gaga
La storia vera da cui è tratto House of Gucci di Ridley Scott e tutte le principali differenze tra il film e la cronaca
Il film racconta quella storia concentrandosi soprattutto sulla figura della donna, interpretata da Lady Gaga. Pur basandosi su fatti reali si è trovato ovviamente a semplificare alcuni passaggi romanzando alcune parti. Sin dall’inizio era però un progetto destinato a far discutere, mostrando gli avvenimenti con ritmo hollywoodiano, un tono esagerato e glamour. Per capire le differenze e il perché delle scelte di Scott bisogna partire dai veri protagonisti della cronaca.
Tra le figure centrali introdotte durante i suoi anni di gestione vi sono Tom Ford (che non ha amato il film), Dawn Mello e Domenico De Sole. Quest’ultimo viene mostrato in House of Gucci come una delle figure storiche dell’azienda. In realtà invece l’arrivo di De Sole fu successivo al passaggio di presidenza. Infatti nel 1984, anno in cui fu assunto, Maurizio lavorava già nell’azienda di famiglia da 12 anni.
Il rapporto tra lui e Patrizia Reggiani nasce nel 1970 quando i due si conobbero ad una festa. Due anni dopo si sposarono senza avere però l’approvazione del padre Rodolfo. L’ostilità verso l’unione durò per poco più di un anno. Un gesto di distensione fu il regalo di una casa a New York alla coppia che diede il via a una vita da “jet set” fatta di lusso sfrenato e di grande attenzione da parte dei tabloid.
Tra le molte semplificazioni e i tagli dei personaggi operati dal film c’è anche l’esclusione di Allegra Gucci, la seconda figlia della coppia non presente in House of Gucci. Si sottolinea invece il momento della nascita della primogenita Alessandra che aiuta a riconciliare Rodolfo e Maurizio nella finzione così come lo fece nella realtà.
Una parte cruciale della scalata al potere fu il cugino Paolo, interpretato nel film da Jared Leto. Una figura messa ai margini dalla sceneggiatura e che invece è stata essenziale per il successo dell’azienda. Tutt'altro che privo di talento presentò infatti una sua collezione personale che ebbe un grande apprezzamento, ma che venne lanciata senza il permesso di utilizzare il marchio. L’intervento della guardia di finanza interruppe i suoi sogni di successo. Nel film vediamo il suo momento di gloria e la successiva caduta a seguito della presentazione di una linea di vestiti, nella realtà si trattava invece di borse. L’acquisizione delle quote di Paolo permise a Maurizio di assumere il controllo del business in maniera salda.

Negli anno ’80 però matrimonio con Patrizia non andava per il meglio e nemmeno l’azienda, che aveva accumulato molti debiti. Fu quindi costretto a cedere il controllo per appianare i debiti. Dopo la vendita delle sue quote Maurizio fonda la società Viersee con grandi ambizioni di entrare nel giro dei casinò. La società fu il primo oggetto dell’indagine per intuire il movente dell’omicidio ritenendola sospetta. Le ragioni erano però altrove. Nel 1985 la coppia si separò e qualche anno dopo seguì ufficialmente il divorzio. Patrizia inizia in questo momento a covare un forte rancore per l’ex marito. Un pensiero espresso più volte a più persone e che aiuterà la polizia a incriminare la donna.
Lamentava infatti che Maurizio stesse sperperando tutto il patrimonio. È probabile che in mezzo ci fosse anche la gelosia per la nuova compagna che il marito stava frequentando quando fu ucciso, ovvero Paola Franchi, una cara amica di Patrizia ed ex moglie dell’industriale del rame Giorgio Colombo. Non era infrequente che chiedesse se ci fosse qualcuno disposto a uccidere l’uomo e che non nascondesse una grande rabbia nei suoi confronti.
Fatto sta che alla donna fu dato incarico di trovare i due esecutori del delitto e in seguito Patrizia le offrì 2 miliardi di lire affinché si prendesse la colpa. Trovarono Benedetto Ceraulo e Orazio Cicala, due killer assoldati per completare la missione di vendetta. Il primo sparò i colpi, inizialmente mancando Maurizio poi colpendolo due volte e una terza in testa, il secondo guidò l’auto con cui fuggirono. Ad assistere alla scena ci fu il portiere dell’ufficio in via Palestro 20 in cui stava entrando Maurizio Gucci (a differenza del film dove viene freddato mentre è in bicicletta).
Patrizia Reggiani venne “tradita” da uno dei complici, il portiere d’albergo Ivano Savioni, amico di Cicala, che si era fatto vanto di avere partecipato all’omicidio in cambio di un compenso che giudicava troppo esiguo.
Fonte: SR