Hundreds of Beavers, cosa accadrebbe se Buster Keaton scrivesse un episodio di Rick & Morty?

Un film realizzato con appena 150 mila dollari che reinventa la comicità: Hundreds of Beavers è un’esplosione di gag surreali tra cinema muto, Looney Tunes e spirito indie, già diventato un cult

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Se parlando di Hundreds of Beavers si diceva che i sette milioni di dollari di budget sono il corrispettivo del catering di un film hollywoodiano medio, i 150 mila dollari con cui Mike Cheslik ha realizzato Hundreds of Beavers basterebbero a un grande studio per assumere una persona addetta a spolverare le suppellettili. Eppure, con quei 150 mila dollari, il regista ha realizzato uno dei migliori film indipendenti degli ultimi anni.

Un film da 150 mila dollari che sfida Hollywood

Il titolo di questo film potrebbe non esservi immediatamente noto, ma ai cinefili più meticolosi suona familiare, perché è uno dei pochi, veri fenomeni di culto esplosi negli ultimi anni: in sintesi, è concepito come un cartone animato breve e delirante degli anni ’50 e ’60 — i Looney Tunes per intenderci — realizzato però come fosse un film muto degli anni ’20, con effetti speciali e visivi artigianalissimi che aumentano la sensazione di follia.

Per intenderci: la storia è quella di un cacciatore di pelli e produttore di liquore di mele negli USA dell’Ottocento che deve catturare centinaia di castori e venderli a un uomo in cambio della mano della figlia, una ragazza provocante di cui si è innamorato. Il dettaglio importante, però, è che questi castori, con cui l’uomo entra in guerra, non sono animaletti digitali, ma figuranti umani che indossano costumi da carnevale, come si può vedere nelle foto o nel trailer.

Effetti artigianali e genio visivo: come nasce la magia

Cheslik e Ryland Tews, suo socio, co-sceneggiatore, co-produttore e protagonista del film, si sono conosciuti al liceo e hanno cominciato a lavorare a vari progetti cinematografici, concretizzatisi poi nel debutto nel lungometraggio, Lake Michigan Monster del 2018 (costo: 7000 dollari). Mentre erano in un bar, i due hanno iniziato a buttare giù alcune idee, a disegnare gag, a immaginare un contesto: ed ecco che spunta, da un trattamento di due pagine che sembra il quaderno di due liceali, Hundreds of Beavers.

Diamo un’idea della produzione: girato in bianco e nero e senza dialoghi udibili, con una camera che costa meno di 1000 euro, con fondi raccolti in diverse fasi e quindi realizzato in un periodo piuttosto lungo tra il 2019 e il 2020, tra Michigan e Wisconsin, da una troupe di sei persone che dormiva in una baita; i costumi sono stati acquistati online da un sito di mascotte cinese, poi modificati ad hoc, mentre gli effetti visivi sono stati realizzati con Adobe After Effects, portando la post-produzione a una durata di circa due anni.

Ritmo, invenzioni e un finale memorabile

Il risultato è una delle cose più geniali che gli Stati Uniti cinematografici abbiano partorito da un bel po’ di tempo a questa parte: un fuoco d’artificio incessante di gag e invenzioni comiche che sembra reinventare il cinema, le sue possibilità tecniche e i meccanismi dell’umorismo audiovisivo oltre i limiti pratici e i codici espressivi. Un film demenziale, surreale e inventivo, che prende i meccanismi dello slapstick e li trasporta fuori dalla logica, dentro un modo contemporaneo di concepire la comicità, figlio degli show animati contemporanei, da South Park a Rick and Morty, oppure di un videogioco indie che rilegge Buster Keaton e Charlie Chaplin.

Cheslik dimostra, anzi conferma, il suo talento nel maneggiare materiali eterogenei, stavolta però con una compattezza tecnica e un senso del ritmo che impressionano: non molla la presa nemmeno per un secondo, costruendo una serie di variazioni sulle gag primarie che assumono un carattere titanico, fino ad arrivare al memorabile finale kaiju. Questo sfoggio di talento amatoriale che diventa genio ha conquistato la sua nicchia: partito ovviamente in sordina, ha subito travolto gli spettatori, arrivando a incassare — solo in sala — dieci volte il suo costo, facendo il giro dei festival specializzati, passando poi per la distribuzione in home video e arrivando, buon ultimo, anche in Italia.

Quella di Hundreds of Beavers, senza retorica trionfale, è una piccola storia in cui talento, passione e dedizione vincono: in cui la cura e la gioia per la pratica artistica hanno permesso a un gruppo di appassionati di trovare il proprio posto nel mondo e di regalare felicità a un bel po’ di persone. Il team è ora al lavoro su Oriental Snatch, un heist movie tratto da una storia vera per cui stanno raccogliendo un budget di due milioni: non vediamo l’ora, ovviamente.

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