Il film indipendente del 2009?
Un'interpretazione importante, attori di peso e la distribuzione della maggiore società del settore. Ma allora perché questo titolo è passato pressoché inosservato negli USA? Si tratta di...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Storia decisamente diversa per Adam, che ha raccolto a malapena due milioni in patria e di sicuro non porterà il suo realizzatore Max Mayer verso franchise miliardari. D'altronde, è anche giusto. A differenza di 500 giorni insieme (film molto carino perché tentava in tutti i modi di esserlo e ci riusciva bene), Adam è un film molto carino perché non cerca di esserlo.
Siamo di fronte a un minimalismo quasi estremo, perfettamente in linea con il protagonista, un giovane che soffre della sindrome di Asperger e che, alla morte del padre, si ritrova a doversela cavare praticamente da solo. Per fortuna, arriva una vicina sensibile di cui innamorarsi. Siamo insomma nel campo del Boy Meets Girl, solo che qui i classici problemi di coppia sono legati anche alle difficoltà di comunicazione del protagonista.
Tutto questo ovviamente non reggerebbe senza un'ottima prova di Hugh Dancy, che dimostra di non essere soltanto il belloccio di I Love Shopping e Il club di Jane Austen (anche se forse è una piccola concessione al 'mercato' prendere un attore come lui), aiutato molto dalla performance di Rose Byrne (che si vorrebbe sfruttata meglio e maggiormente dal cinema americano). Anche i comprimari funzionano bene, soprattutto Frankie Faison, mentre con Peter Gallagher ormai si possono prevedere facilmente le scelte del suo personaggio (ed è un limite a cui fare attenzione).
Al massimo, se vogliamo trovargli un difetto, la sottotrama della famiglia di Beth non funziona benissimo e su quel versante si rischia di diventare un po' patetici. Ma è da menzionare l'ottimo montaggio processo/colloquio di lavoro. E un finale intelligente, che evita di essere ruffiano o pacchiano. Soprattutto, l'impressione di vedere finalmente un prodotto indipendente che non cerca disperatamente di diventare un grande successo. Non è assolutamente un pregio da poco...