Il made in Italy trionfa
Blair Witch Project e Cloverfield hanno copiato l'idea di partenza da una pellicola italiana (!), interpretata da Luca Barbareschi (!!) e diretta dal regista della soap Incantesimo (!!!). Si tratta di...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Diretta da Ruggero Deodato nel 1979, in apparenza sembra uno dei tanti horror low-budget italiani che si producevano in quel periodo, influenzati dai macabri documentari di Jacopetti e Prosperi come Mondo cane. In realtà, il film compie non soltanto un discorso sullo sfruttamento delle immagini da parte dei mass media, ma è esso stesso fonte di grandi controversie, che rendono questo lavoro ancora più complesso di quanto possa sembrare a prima vista.
La trama. Tutto ha inizio con una troupe di documentaristi scomparsi in Amazzonia, dove si erano recati per descrivere la vita di alcune tribù di cannibali. Monroe, un antropologo che indaga sulla loro misteriosa scomparsa, si reca sul posto, dove fa conoscenza con le spietate popolazioni locali e ritrova i resti dei documentaristi uccisi, oltre ai loro filmati. Tornato a New York, riceve forti pressioni dall'emittente televisiva (che vorrebbe trasmettere tutto questo materiale per l'interesse suscitato dalla vicenda) per presentare i filmati. Monroe pretende prima di visionarli personalmente e così scopre che la troupe non si è fatta scrupolo di alterare la realtà per avere materiale sempre più forte da riprendere. Alla fine, i documentaristi, dopo aver ucciso diversi animali, arrivano addirittura a stuprare un'indigena per le riprese, azione che segnerà il loro destino.
E' evidente quindi come l'idea dei filmati ritrovati abbia profondamente influenzato i creatori di Blair Witch Project, ma non c'è solo questo. Adesso sembra una trovata promozionale, ma all'epoca Ruggero Deodato andò sotto processo perché si temeva che gli attori fossero stati veramente uccisi durante le riprese, paura alimentata anche dall'impegno degli attori, che per contratto non dovevano concedere interviste o apparire in pubblico. All'inizio, anche i realizzatori di BWP fecero finta che i tre personaggi (altro particolare importante, sono documentaristi anche loro) fossero scomparsi. Che poi i realizzatori di questo film (peraltro, molto più noioso di quello di Deodato) neghino il riferimento è francamente ridicolo. Da lì, l'idea dei 'filmati ritrovati' ha preso piede e recentemente l'abbiamo vista sia in Cloverfield che nell'ultima fatica di Romero Diary of the Dead. Ma la sua influenza si avverte anche in altre pellicole che giocano sullo sfruttamento della morte e della tortura, come la serie di Hostel (non a caso, Deodato ha partecipato al secondo episodio in un cammeo). Tra gli estimatori a sorpresa, anche Sergio Leone, che all'epoca dell'uscita salutò la seconda parte del film come "un capolavoro di realismo". Intanto, Deodato ha annunciato il progetto di un secondo episodio e attualmente si trova nelle Filippine per trovare delle location adatte.
Insomma, è uno dei titoli più famosi del cinema italiano degli ultimi trent'anni e, probabilmente, anche uno dei più visti. Ma non vi aspettate che lo trasmettano in televisione...