John Hughes: è morta una leggenda
Negli Stati Uniti se ne parla come di un grande realizzatore e produttore, in Italia si fatica a ricordarlo. In effetti, John Hughes ha avuto un'influenza fondamentale nella storia del cinema moderno...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
L'Agi, praticamente tra i pochissimi a mettere la notizia già in nottata, lo collegava a Mamma, ho perso l'aereo. Non certo un errore, considerando che era stato sceneggiatore e produttore di quel fortunatissimo titolo (sicuramente il maggiore successo della sua carriera), ma che non rende bene l'idea. Semplicemente, per chiunque fosse adolescente negli anni ottanta in un Paese occidentale, era impossibile non imbattersi nelle sue pellicole.
Stiamo parlando di titoli come Bella in rosa, Una pazza giornata di vacanza, Sixteen candles - un compleanno da ricordare, La donna esplosiva e soprattutto il suo capolavoro, Brakfast Club. Cosa avevano di tanto particolare questi titoli? Beh, la cosa più semplice da dire, poco originale ma assolutamente vera, è che questi adolescenti sembravano assolutamente reali. Poco importa, per fare un esempio, che ai tempi di Breakfast Club Emilio Estevez avesse 23 anni e Judd Nelson addirittura 26, perché comunque erano e sembravano credibili.
"I ragazzi sono sufficientemente intelligenti per sapere che la maggior parte delle pellicole adolescenziali li stanno sfruttando, ma loro reagiscono positivamente quando gli adolescenti vengono descritti come persone reali. I miei film parlano della bellezza di crescere. Ritengo che soprattutto le adolescenti siano pronte per questo tipo di pellicole, dopo essere state infastidite da tutto il sesso e la violenza presenti in buona parte dei film adolescenziali. Le persone dimenticano che, quando hai 16 anni, probabilmente quello è il periodo della tua vita in cui sei più serio. Pensi seriamente alle questioni importanti". Questo ha detto John Hughes a Roger Ebert e non si poteva spiegare meglio il suo lavoro.
La cosa interessante è che, quando ha deciso di puntare su una coppia di uomini adulti, ha prodotto un altro film incredibile come Un biglietto in due. Poi, a un certo punto, si sono quasi spente le luci sulla sua carriera. Certo, ha continuato a produrre titoli di grande successo (la serie di Mamma, ho perso l'aereo, Flubber, La carica dei 101), ma verso la fine dello scorso secolo era evidente che il suo interesse per il cinema (o meglio, forse un 'certo' cinema) fosse decisamente affievolito.
E' interessante il fatto che, con l'eccezione del povero John Candy (anche lui scomparso troppo presto), i suoi attori principali abbiano praticamente smesso di fare cose interessanti senza di lui. Come se il Brat Pack (almeno la componente più legata a lui) non sapesse bene dove andare senza la sua guida.
Ma la sua influenza rimane enorme. Vogliamo contare le citazioni anche solo di una pellicola come Breakfast Club? Pensiamo a The Faculty di Robert Rodriguez, il documentario American Teen o un'esplicita puntata di Dawson's Creek. Meglio, più che citazioni si tratta in questi casi di veri e propri remake, più o meno dichiarati, ma se volete un elenco completo (e quasi infinito) di riferimenti potete andare qui. E che dire di una figura come Judd Apatow, che sostanzialmente si può definire il John Hughes degli anni 00? O di Kevin Smith, che ha detto una volta "praticamente ogni cosa che faccio è una pellicola di John Hughes in chiave volgare"?