La borsa del cinema più vicina
Nonostante ci fosse molto scetticismo, sembra che l'idea di investire i propri soldi sugli incassi delle pellicole possa presto diventare realtà. Ma l'industria non sembra convinta...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Perché l'idea mi sembra assurda? Beh, se già in questi ultimi anni i mercati finanziari non hanno dimostrato di saper reggere bene agli eccessi e alle possibilità alternative che offrono (come quella di 'giocare' contro un titolo o addirittura un'intera economia, per poi magari metterla in ginocchio), che dire di un settore in cui è difficile trovare dei parametri oggettivi per delineare il fallimento o il successo di una pellicola?
Inoltre, le possibilità di 'insider trading' (ossia di investire i propri soldi sfruttando informazioni riservate, cosa proibita dalla legge) sarebbero infinite. Anche un semplice microfonista presente sul set potrebbe comunicare dei problemi relativi a un film, per non parlare della segretaria di un dirigente di una major. E magari, una major che ha un film in concorrenza con un'altra potrebbe far girare informazioni false per rovinare il rivale.
Ovviamente, tante associazioni di categoria (come la DGA, la IFTA e la MPAA) non sono d'accordo e hanno espresso le loro riserve sul piano (che comunque non ha ancora ricevuto tutti i permessi necessari per poter partire). La paura (che trovo assolutamente giustificata) è che anche questo mercato si dimostri una fonte di speculazione, che alla lunga potrebbe portare conseguenze negative a un'industria che offre occupazione a 2,4 milioni di persone. E' proprio il caso di scommettere a riguardo? Forse sarebbe meglio ripensarci...