La recensione di Inglorious Bastards (l'originale)
Abbiamo visto Quel maledetto treno blindato, la pellicola italiana che Quentin Tarantino ha preso come modello per il suo ultimo film e che, purtroppo, è il solito exploitation movie assurto a fama esagerata...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Risulta però veramente strampalata l'ammirazione di Quentin Tarantino per questi prodotti, soprattutto nel caso di Quel maledetto treno blindato. La cosa buffa è che, mentre il film di Castellari era chiaramente un tentativo di sfruttare la scia de Una sporca dozzina, la pellicola di Tarantino, da quello che si è letto in giro, ha veramente poco a che fare con quella italiana e le dichiarazioni di remake/ispirazione risultano assurde. A questo punto, verrebbe quasi da pensare che sia meglio parlare di rifacimento di una pellicola italiana che del film di Aldrich (magari costa meno?).
Comunque sia, entriamo nello specifico. Quel maledetto treno blindato presenta anche delle cose encomiabili, in primis l'ottimo sfruttamento del budget, nonostante sia evidente come i mezzi non siano enormi. Tuttavia, non mancano discrete scene spettacolari, anche grazie ad un ottimo lavoro sulle miniature. Inoltre, è un piacere vedere Fred Williamson che fa la faccia feroce ed incazzata, in un ruolo che gli calza a pennello. In effetti, il tono ironico funziona bene, così come il personaggio del capellone italiota un po' fuori di testa.
L'unico momento di pura follia e di leggera originalità è la fusione di nudo (volete che una pellicola del genere non mostri un po' di femminilità senza vestiti?) e di sparatorie, in una divertente scena. Purtroppo, in una pellicola fatta di personaggi veramente improbabili (e in un contesto, peraltro, decisamente serio), in cui ferite mortali sembrano non fare nessun effetto e in cui si abusa di ralenti enfatici ed eccessivi, non basta certo per urlare al miracolo. Non parliamo poi della scopiazzatura della corsa in moto (copiata pari pari dallo Steve McQueen della Grande fuga) o da un finale romantico allucinante. Insomma, c'è da sperare che il 'remake' sia solo una montatura e che Tarantino non prenda troppo esempio da Castellari...