Laika, l’artigianato che guarda al futuro
Notorious Pictures porta in sala Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito, il nuovo film Laika: dalla claymation di Coraline ai 136 set del nuovo film, lo studio usa le tecniche di ieri per guardare a domani.
Automatizzazione e semplificazione sembrano le parole chiave del futuro, ma ci sono delle realtà che scelgono di lavorare ancora con le mani, costruendo pezzo dopo pezzo le loro opere senza nostalgia verso il passato, ma usando l'artigianato per immaginare il tempo che verrà. Laika, la casa di produzione di Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito, il film d'animazione che arriva nelle sale italiane il 22 ottobre distribuito da Notorious Pictures, è una di queste realtà.
È un lavoro certosino e a suo modo titanico: per un lungometraggio di durata media si tratta di comporre e far muovere circa 130 mila foto. E non è solo questo: i film dello studio si caratterizzano per realizzazioni complesse, sequenze spettacolari che richiedono un reparto scenotecnico parecchio avanzato, specie se abbinato all'animazione in stop motion. In Wildwood: I Segreti del Bosco Proibito, per esempio, il regista Travis Knight e il suo team di animatori hanno dato vita a grandi battaglie e sequenze aeree con al centro il personaggio di un'aquila.
La stop motion è l'esaltazione dell'artigianalità cinematografica, non soltanto perché è basata sul lavoro a mano di tutto ciò che si vede nell'immagine, ma perché ha a che fare più di ogni altra forma di cinema con la risoluzione di problemi in modo inventivo e pratico: qualunque soluzione tecnica a qualunque problema deve essere realizzata, letteralmente, a mano.
Coraline setta uno standard altissimo che lo studio manterrà con i film successivi, per esempio introducendo l'utilizzo di stampanti 3D per produrre i componenti di ricambio dei pupazzi, soprattutto le facce: se nel film di Selick erano in bianco e nero, il successivo ParaNorman utilizza quelle a colori – primo film nella storia – girando il film con sessanta macchine da presa differenti per raccontare la storia di un ragazzino che parla con i fantasmi e deve distruggere un'antica maledizione che grava sulla sua città; Kubo e la spada magica, esordio di Knight alla regia, è un fantasy epico ambientato in Giappone che ricrea i tratti dello Studio Ghibli, ma soprattutto il cinema di Kurosawa, attraverso la storia di un bimbo guerriero che intraprende un pericoloso viaggio per sconfiggere il suo acerrimo nemico, per il quale Knight e soci hanno creato il più grande pupazzo mai realizzato per un film in stop motion: uno scheletro gigante alto circa cinque metri, dal peso di 180 chili e diviso in due parti tenute insieme con un magnete. Era il solo modo, stando agli animatori, per rendere credibile l'animazione con gli altri personaggi.
Uno dei motti di Laika è quello di non arrendersi al mercato, di non accontentarsi del successo e di continuare a scalare l'ambizione a prescindere da tutto: con Missing Link nel 2019 sfondano il tetto dei 100 milioni di budget, il più costoso film in stop motion di sempre, per costruire 110 set e 65 location uniche e raccontare il viaggio di un Sasquatch (la creatura immaginaria nota come Bigfoot) alla ricerca dei suoi simili in Himalaya.