L'Armata Brancaleone della protesta
Fanno ancora discutere le dichiarazioni dei Cento autori, che se la prendono con le lobby, ma propongono anche tesi assurde su costo del 3D e le tasse 'evase' dalle major. Di sicuro, il mondo del cinema è completamente disunito...
Fonte: Forbes
Tuttavia, questa confusione ha permesso di capire almeno una cosa, ossia l'isolamento dei Cento autori, fantomatica associazione che ormai si è autoeletta portavoce della protesta, senza avere alle spalle un grande sostegno. Vediamo alcune dichiarazioni pubblicate dal Riformista di Andrea Purgatori, uno dei maggiori esponenti di questo gruppo:
Pochi soggetti potenti, di cui conosciamo nome e cognome, hanno deciso di uccidere il cinema italiano per difendere i propri interessi di bottega. Li invito sin d'ora a non farsi più vedere alle nostre manifestazioni, la pagheranno carissima".
Ogni volta, si parla di uccidere il cinema italiano o che il cinema italiano è già morto. Toni apocalittici che vengono utilizzati da anni. Eppure, il 2010 è stato un anno fantastico per gli incassi del cinema italiano. Dobbiamo pensare che, per via dei mancati finanziamenti, nel 2011 non vedremo Femmine contro maschi, Benvenuti al nord, i nuovi film di Verdone, Zalone, Pieraccioni, ecc? Siamo seri. Sulla minaccia/invito a non farsi vedere, beh, si commenta da sola.
Perché (il Codacons, ndr) non si è mosso prima, quando gli esercenti aumentavano fino a 12 euro il prezzo del biglietto per i film in 3D?"
A questo punto, vorremmo sapere se siamo un Paese autonomo o subordinato agli interessi di lobby straniere. E soprattutto: siamo proprio certi che le major paghino in Italia le tasse come dovrebbero?"
...e ancora più forte la dichiarazione secondo quanto riportato da Silvia Fumarola di Repubblica:
Tremonti deve spiegare perché il governo accetta il ricatto di distributori americani che non pagano le tasse in Italia. Siamo in uno stato autonomo o nel multiplex di un altro Paese?"
Risposta semplice: le major straniere sono nel nostro Paese come società Italiane (srl o spa), come facilmente verificabile andando sul sito del Registro delle imprese. Insomma, le tasse le pagano in Italia ed è incredibile che chi si considera la voce di 250.000 lavoratori dello spettacolo non sappia una cosa del genere. In effetti, il problema è proprio questo: chi rappresentano i Cento autori? Decisamente, non le case di distribuzione, che hanno idee molto diverse. Sicuramente, non gli esercenti, con i quali ormai sono ai ferri corti. Peraltro, esercenti che non hanno certo scioperato in massa (anzi, non lo ha fatto quasi nessuno) un mese fa, così come i Cento autori non erano molto preoccupati quando delle promesse di finanziamenti statali a chi possiede un cinema sono state disattese, ponendo grossi problemi di sopravvivenza.