Marcello Mastroianni, il divo timido che ha reso l’eleganza una necessità
Marcello Mastroianni avrebbe compiuto 102 anni oggi: la sua più grande lezione resta quella di sapere sempre quando fosse il momento giusto per congedarsi. L’affermazione di un antidivo tra amore, lavoro e amicizie.
Ci sono pagine sul web che si divertono a immaginare come avrebbero risposto le celebrità del passato oggi, alle prese con i social e un tipo di comunicazione sempre più istantanea e meno ponderata. Si passa da Alberto Sordi a Nino Manfredi, fino a Silvana Pampanini e Virna Lisi. In questa rassegna di persone e divi del cinema, Marcello Mastroianni non compare. Una scelta obbligata, non per mancanza di considerazione, ma per assenza di spunti.
Un altro concetto di popolarità
Le polemiche, i rumors e le indiscrezioni Mastroianni era solito spegnerli con l’eleganza di chi sapeva mettere a tacere qualunque nefandezza senza fare troppo rumore. Marcello viveva la popolarità come un punto di arrivo da cui avrebbe potuto cadere in picchiata, per questo ogni apparizione era centellinata, ponderata, curata al dettaglio - dal vestito alle parole da dire, cosa evidenziare e cosa tacere. Mastroianni era un metronomo (non solo in scena, ma anche e soprattutto fuori): non si negava mai ai fotografi, ma nessuno doveva forzarlo o prevaricarlo in qualche maniera.
Alcuni ci hanno provato e sono stati messi a posto elegantemente. Ne sanno qualcosa coloro che hanno tentato di chiedergli in che maniera viveva e gestiva gli amori fuori dal matrimonio. Mastroianni aveva sempre la battuta pronta e, talvolta, bastava un sorriso o una stoccata per far capire a chi di dovere che sarebbe stato meglio cambiare argomento. Mastroianni non ha mai dovuto recitare la parte dell’uomo affascinante: la sua era una classe naturale legata a una combinazione specifica di elementi. Dal sorriso beffardo allo sguardo ipnotico, fino alla spontaneità con cui soleva portare abiti firmati. Comunicava eleganza attraverso postura impeccabile, gesti misurati e un volto trasparente che sapeva tradurre ironia e malinconia in una combinazione letale.
L’etichetta di divo
La forza di Marcello Mastroianni è sempre stata quella di non ambire a essere qualcuno: riempiva la scena anche soltanto con un richiamo banale perché la sua etica, prima ancora dell’estetica, era trascinante. Grande rispetto di tutti, nel lavoro e in amore. Sembra un paradosso, ma è la pura realtà: Mastroianni, pur avendo avuto numerosi flirt e relazioni, ha sempre conservato una discrezione assoluta e grande cura per le donne che lo hanno accompagnato. Flora Carabella, sposata nel 1950, rimase sua moglie fino alla morte nel 1996.
Questo perché ha sempre visto la donna come sua confidente e compagna di vita, nonostante non ci fosse più la passione amorosa. Convinzione che gli costò anche il legame con l’attrice americana Faye Dunaway. Lei gli diede un ultimatum chiedendo di avere più considerazione, ma lui rifiutò qualsiasi negoziazione. Sua moglie rimase sempre e solo Flora Carabella, la quale era ben consapevole della natura e l’evoluzione di Marcello Mastroianni anche in ambito sentimentale.
I legami oltre lo schermo e l’Oscar
L’attore ha sempre creduto di vivere al massimo, senza però avere la pretesa di imporre la propria morale agli altri. Un atteggiamento chiaro e specifico che rispecchiava un adagio semplice ma efficace: Mastroianni viveva e lasciava vivere. Nel vero senso della parola. Sul set era insostituibile, nella vita ha vissuto qualche momento di sbandamento riuscendo sempre a conservare equilibrio e discrezione. Non era un santo, non ha mai voluto esserlo, ma neppure poteva essere definito diavolo perché per etichettare qualcuno bisognerebbe conoscerlo a fondo.
L’ultima grande lezione
A 102 anni dalla sua nascita, i film che ha fatto hanno segnato un’epoca e influenzato diverse generazioni. In termini di insegnamento, però, può ancora valere il principio cardine: l’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. Mastroianni ci è riuscito benissimo proprio perché il mito non ha intaccato la persona. Quasi come se, ancora oggi, ci fosse una linea di demarcazione – e parziale inaccessibilità – tra lavoro e vita privata.
Oggi, che tutti sanno tutto di qualunque cosa (o almeno fanno finta che sia così), una personalità come Mastroianni sarebbe anacronistica. L’ultimo alone di mistero di un maestro senza tempo: capire quando è il momento di eclissarsi, senza mai sparire del tutto dalla mente e dal cuore, persino dalla quotidianità di chi vorrebbe capire ancora qualcosa in più. Per farlo, in tal caso, basterà premere il tasto Play in un perenne intreccio fra passato, presente e futuro. O, come direbbe lui: “Ieri, oggi, domani”.