Oltre I pionieri: piccoli protagonisti dentro la Grande Storia del '900
I Pionieri di Luca Scivoletto ci riporta alla mente le tante commedie a tema formazione politica che abbiamo visto nel cinema italiano
I pionieri è il nuovo film di Luca Scivoletto in uscita al cinema il 13 aprile. Guarda il trailer!
Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti trasposta su schermo la storia del fascio-comunista Antonio Pennacchi, partito camerata nell'Italia dei '70 e poi finito a ingrossare le file del Pci spinto anche dal fratello più grande diventato terrorista rosso. Il film lancia Emanuele Propizio, nei panni di Accio quando è un bimbo indiavolato e idealista alla ricerca di “quello che non c’è” (dal seminario in cui prega Dio sotto la pioggia alla militanza missina) in quel di Latina. Quando crescerà diventerà un convincente Elio Germano. È un film di litigi in casa, rapporto di amore-odio di Accio col fratello Manrico (Riccardo Scamarcio), tempi che da leggeri si fanno roventi, iniziazione politica di Accio che fa molto ridere quando si danna l'anima presso la scalcinata sezione del Msi mentre quasi tutti quelli attorno a lui sono “rossi”. È un film interessante perché si sente la presenza del cinema di Gabriele Muccino (stava spopolando in quegli anni) nelle scelte registiche. Tanto movimento, panoramiche a schiaffo, dialoghi concitati, famiglie perennemente battibeccanti, montaggio che anticipa sempre qualcosa della scena successiva e parecchi primi piani vibranti. Mio fratello è figlio unico viene presentato dentro Un Certain Regard a Cannes dove Luchetti è amatissimo fin dai tempi de Il Portaborse (1991) che anticipò Mani Pulite. Accoglienza trionfale e grazie a quel volano arriva nelle sale ottenendo un buon successo pari a 6,4 milioni di euro e poi 5 David di Donatello (Sceneggiatore + Attore protagonista + Attrice non protagonista + Fonico + Montaggio) e 2 Nastri d'Argento.
Mio fratello è figlio unico detta la via e allora ecco dopo pochi anni il debutto di Susanna Nicchiarelli con Cosmonauta (2009), storia della piccola Luciana che nel 1957 frequenta molto la sezione del partito comunista della sua zona insieme al fratellino epilettico. Luciana crede nell'Unione Sovietica e quando apprende della rivalità con gli Usa per quanto riguarda la “corsa allo spazio” farà il tifo sfegatato per i sovietici. E ovviamente ci rimarrà con un palmo di naso perché saranno gli yankee ad arrivare per primi sulla Luna. Nicchiarelli enfatizza la vita sociale, e comica, dentro quella sezione sgangherata del PCI con uno sguardo molto dolce e comprensivo verso le utopie della sua vibrante protagonista. Il film viene presentato con successo nella sezione Controcampo della Mostra del Cinema di Venezia (quando ancora non esisteva Orizzonti che poi Nicchiarelli avrebbe vinto con Nico, 1988). La regista viene anche candidata al David di Donatello come Miglior regista esordiente perdendo contro il Valerio Mieli di Dieci Inverni. Comunque la carriera di questa cineasta parte col botto grazie a questo film che incassa solo 413 mila euro.
E concludiamo tornando al cuore del saggio ovvero “creatura minuscola dentro qualcosa di molto più grande di lei”. E allora chi meglio per rappresentare questo concetto del piccolo protagonista de La mafia uccide solo d'estate di Pif che nel 2013 esordisce alla regia nel lungometraggio raccontando del bimbo Arturo Giammarresi, coinvolto in prima persona dentro la stagione della lotta alla mafia in prossimità del Maxiprocesso di Palermo del 1986. Conoscerà in prima persona il magistrato Rocco Chinnici, il commissario Boris Giuliano e il generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. Il film ottiene un ottimo successo, vince il David di Donatello per Miglior regista esordiente e diventa addirittura una serie tv. Al botteghino è vittorioso con ben 4,6 milioni di euro incassati.
Uscirà il 13 aprile al cinema I pionieri, il film di Luca Scivoletto presentata al Torino Film Festival e prodotta da Fandango e Rai Cinema.