Spider-Man: cosa sta accadendo?
Ha fatto impressione l'annullamento del quarto episodio di Spider-Man e il riavvio del franchise da parte della Sony. Ma quali saranno le ragioni di questa scelta? E cosa possiamo aspettarci?
Rubrica a cura di ColinMckenzie
Come probabilmente molti di voi, la prima cosa che ho pensato è stata: perché? Perché ricominciare da zero una serie, quando attendere una nuova sceneggiatura per Sam Raimi e Co. avrebbe portato (alla peggio) a uscire comunque a maggio del 2012 come si sta pianificando ora con il reboot? Le spiegazioni a mio avviso sono due, una scontata e l'altra meno. Ovviamente, i costi sono decisamente inferiori, perché gli stipendi dell'accoppiata Sam Raimi-Tobey Maguire ovviamente non si ripeteranno, così come le loro percentuali sugli incassi. Inoltre, i produttori avranno mano libera nel prendere le loro decisioni, considerando che chiunque venga scelto non avrà il potere che deteneva Raimi.
L'altra ragione è forse meno evidente, ma assolutamente logica. Per questo tipo di personaggio, un reboot prima o poi era obbligatorio (vederlo quarantenne/cinquantenne non è certo semplice al cinema), un po' come avviene periodicamente per James Bond. Ecco che i vari problemi legati a Spider-Man 4 e alla sua sceneggiatura forse sono risultati l'occasione giusta per ricominciare da zero. Comunque, vista la cordialità di tutti i protagonisti nel commentare la scelta della Sony, non mi stupirei che ci siano stati dei rimborsi pesanti per Raimi e Maguire (ma è solo una supposizione). D'accordo, come diceva Nikki Finke non c'era un contratto 'pay or play' (in cui lo studio deve pagare anche se la pellicola non si fa), ma è difficile pensare che non si sia voluto tener buoni i 'talent' ed evitare pubblicità negativa.
In tutto questo, va anche analizzato meglio chi è James Vanderbilt, lo sceneggiatore a cui è stato affidato il futuro della saga. Da una parte, stiamo parlando dell'autore di Zodiac, uno dei film più coraggiosi degli ultimi anni; dall'altra, nel suo curriculum figurano anche Il tesoro dell'Amazzonia, Basic e Al calare delle tenebre. Certo, non è molto rassicurante il fatto che Sam Raimi non abbia amato la sceneggiatura di Spider-Man 4 (di cui Vanderbilt era tra gli autori), ma non è comunque il caso di fasciarci già la testa. Improbabile invece (per costi e per il peso del nome coinvolto) che si riutilizzi la sceneggiatura scritta nel 1991 da James Cameron, considerando che a quel punto sarebbe strano non vedere Cameron dietro la macchina da presa, con costi che farebbero rimpiangere il terzo capitolo di Spider-Man firmato Raimi.
C'è chi parla anche di una linea più dark, seguendo il fortunato esempio de Il cavaliere oscuro. Come già diceva Andrea, Spider-Man non è un fumetto particolarmente dark, ma ci sono ovviamente delle storie che fanno eccezione. Nel caso si scegliesse questa strada, spero fortemente si arriverà a una scelta coraggiosa ma vincente. Che ha un nome preciso: L'ultima caccia di Kraven...