The Spirit: cosa è andato male?
Era uno dei film più attesi dell'anno, ma The Spirit si è rivelato uno dei peggiori flop di critica e di pubblico del 2008. Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato e gli errori dei realizzatori...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
E' qui, a mio avviso, che incominciano i problemi. Purtroppo, sembra che ormai le major (o, come in questo caso, le aspiranti tali, ossia la Lionsgate) finanzino progetti basandosi non tanto sulla bontà degli stessi, quanto su quello che è avvenuto prima, un modo soltanto leggermente più raffinato di prevedere il futuro della lettura dei fondi di caffé. Insomma, Frank Miller è associato a due grandi successi internazionali? Allora, facciamogli dirigere una pellicola da solo e il trionfo è assicurato. In realtà, più che un modo di programmare saggiamente la propria attività, sembra più un sistema per pararsi il fianco dalle eventuali critiche. "Il film è andato male? Eppure sembrava un risultato sicuro".
Anche così, comunque, nulla impediva di realizzare un prodotto degno di accoglienza migliore. Si vuole per forza far lavorare da solo Frank Miller? Va bene, ma allora affidiamogli un bravo produttore. No, non quelli capaci soltanto di farsi mettere un credit da aggiungere nel curriculum (in questo senso, ce ne sono fin troppi), ma uno che sappia contenere l'estro bizzarro (definiamolo così) del regista. Insomma, se Miller vuole fare delle interminabili scene con Samuel L. Jackson e Scarlett Johansson vestiti da nazisti o con abiti tradizionali giapponesi, ecco arrivare il prode produttore e dirgli al massimo "vabbeh, le giriamo giusto per inserirle negli extra del dvd". Qualcuno, per capirci, che di fronte alla proliferazione scema di cloni, sia in grado di dire "basta".
In tutto questo, permettetemi di proporre un'opinione personale sull'odio feroce (e a tratti eccessivo) mostrato da buona parte della critica e del pubblico verso The Spirit. Per far questo, dobbiamo prendere come metro di paragone l'esatto opposto (in termini di accoglienza) tra i film fumetto del 2008: Il cavaliere oscuro. La pellicola di Nolan, come avevo già avuto modo di scrivere, è bravissima a mascherare certi difetti di sceneggiatura con un tono decisamente adulto e intelligente, come pochi titoli supereroistici hanno mai avuto sul grande schermo. Il film di Frank Miller, invece, non solo non si preoccupa di darsi un tono, ma indulge volutamente nella stupidità dei suoi personaggi. In sintesi, lo spettatore che va a vedere Il cavaliere oscuro si sente dannatamente intelligente; quello che si reca al cinema per The Spirit fottutamente stupido. E che reazione pensate che possa avere quest'ultimo?