"Star Wars Rebels" presentato da Dave Filoni
Grazie alla disponibilità di Lucasfilm, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Dave Filoni su "Star Wars Rebels"
A cura di Claudio Scaccabarozzi
Filoni ci ha salutati esprimendo rammarico per non averci potuto incontrare di persona e non essere potuto venire in Italia per promuovere la nuova serie ormai prossima al debutto. Dopodiché ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti.
Innanzitutto ha confermato che in Rebels vedremo decisamente nuovi pianeti non ancora esplorati nelle avventure cinematografiche e animate di Guerre Stellari. A partire dal sistema di Lothal, in cui si svolgono gli eventi del pilot e dove si incontrano l'equipaggio della Ghost e il giovane Ezra, il vero protagonista della storia. La voglia di esplorare ed espandere la geografia galattica di Guerre Stellari è intatta in Dave Filoni, che non voleva dare troppo di già visto, in termini di ambientazioni e atmosfere, in pasto al pubblico, pur avendo sempre di fronte, a guidarlo, l'estetica classica della Saga di Star Wars.
Un aspetto importante e che invece Filoni vorrebbe mantenere è quello estetico. Il lavoro sulla CGI è stato faticoso e approfondito, ha detto, ma la computer grafica non è che un mezzo per raccontare la storia. Non necessariamente il migliore, ma comunque uno dei più efficaci. Soprattutto perché ha permesso di lavorare per riprodurre in qualche modo le luci, o le atmosfere visive del primissimo film, A New Hope. Dato che Rebels ne è di fatto un prequel, si è lavorato molto per cercare di ricrearne le sensazioni visive, tramite l'utilizzo delle stesse lenti usate al tempo da George Lucas. E davvero la coerenza formale con l'Episodio IV cinematografico è stata una linea guida anche per l'utilizzo, la resa e il design di mecha, abiti, scenografie. Pur nella più assoluta libertà creativa, dare la sensazione visiva di un film di trenta e passa anni fa è stata una scelta consapevole e una sfida interessante.
Anche nell'ottica di Filoni di ripetere quel che già accadde con The Clone Wars, ovvero attrarre tanti giovani che non conoscono l'universo di Guerre Stellari e incuriosirli. Spingere i ragazzi di otto o dieci anni di oggi, che magari non hanno visto l'una e l'altra trilogia, ad introdursi compiutamente nell'universo sterminato di Star Wars, anche attraverso un riconoscimento visivo, la somiglianza delle immagini di Rebels e quelle della prima serie, ancora modernissima e terribilmente coinvolgente.