Un documentario fondamentale
Per Michael Moore è un lavoro incredibile, mentre è il film preferito del premio Oscar Errol Morris. Eppure, questo documentario giapponese non è mai arrivato da noi. Si tratta di...
Rubrica a cura di ColinMckenzie
L'ho scoperto grazie a questa intervista con Errol Morris, in cui il regista de La sottile linea blu rivela i suoi cinque film preferiti, mettendo in testa proprio questo titolo. L'unico rimprovero che posso fare a Morris è aver spoilerato una scena fondamentale e assolutamente unica di questo documentario (riflettete quindi se volete vedere il filmato che vi ho linkato), anche se va detto che sicuramente è un ottimo modo di catturare l'attenzione dello spettatore. Per il resto, tanti ringraziamenti per il consiglio.
Ma di cosa parla The Emperor's Naked Army Marches On? Si tratta della storia di un reduce della seconda guerra mondiale, che nonostante siano passati quarant'anni dalla fine del conflitto, continua ancora a cercare la verità sulla morte di alcuni suoi commilitoni. Una verità che, purtroppo, nessuno ha il coraggio di rivelare perché troppo atroce.
Il tutto mette in evidenza un aspetto della cultura giapponese difficile da comprendere per noi occidentali, ossia una formalità estrema messa in mostra anche nelle situazioni più tese e difficili. Basti pensare alla scena in ospedale e alla distanza enorme tra i toni pacati e la durezza delle parole di Kenzo Okuzaki. Una persona che, per raggiungere i suoi scopi, non si fa problemi a mettere in mezzo la sua famiglia e a far passare la moglie per una persona che ha perso il fratello in guerra.
Ovviamente, stiamo parlando di un documentario vecchio stile. Dimenticate i lavori di Michael Moore (che comunque, come abbiamo visto, apprezza molto questo lavoro) e di Morgan Spurlock, fatti di registi che appaiono tanto sullo schermo e di montaggi accattivanti. Qui, lo stile è molto semplice, come se Kazuo Hara si rendesse conto che i suoi protagonisti sono talmente forti da non aver bisogno di 'effetti speciali'. E i tempi dilatati magari renderanno difficile a qualcuno la visione. Ma forse, se non riuscite a essere conquistati da questa storia, avete visto troppi film di Stephen Sommers...